Papa Francesco: torna a Roma, dopo il viaggio in Centro Africa, confermando la sua missione di “pontefice che unisce”

02 papa centraficaPapa Francesco ha aperto ieri la porta santa della cattedrale di Bangui nella Repubblica Centrafricana anticipando l’inizio del Giubileo della Misericordia: “Bangui diviene la capitale spirituale del mondo”, ha detto il Pontefice , che oggi con un tweet ha ricordato come cristiani e musulmani siano fratelli e debbano comportarsi come tali.

“Restiamo uniti perché cessi ogni azione che da una parte o dall’altra sfigura il volto di Dio e ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune”. “Insieme diciamo no a odio, violenza, vendetta, in particolare quella in nome di una fede o di un Dio”. Lo dice il Papa nella moschea di Koundoukou a circa quattro chilometri da Bangui, dove ha incontrato prima di fare ritorno a Roma la Comunità musulmana della Repubblica Centrafricana. Il viaggio del Papa in Cetrafrica ha avuto come leit motiv la riconciliazione fra cristiani e musulmani, un messaggio forte di pacificazione e fratellanza contro l’odio interetnico, che ha riconosciuto ilruolo svolto in questo senso da tutte le religioni e confessioni presenti nel Paese.( Oggi le parole agli islamici suonano ancora più significative, data la connotazione sedicente islamica dei seleka e sedicente cristiana degli antibalaka che ha fatto piombare il Centrafica nella violenza e lo ha portato sull’orlo del genocidio.Un appello alla pace e un grazie a chi opera per realizzarla nonostante e contro tutte le forme di violenza che prendono a vessillo la religione, le differenze etniche e quelle politiche.)

“La visita del Pontefice, come ha detto il vescovo di Bangui ,a dispetto della crisi militare-politica, con i suoi corollari di assassinii, di distruzione e di vandalismo, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era”. Se il processo di pacificazione avviato in Centrafrica abbia le carte in regola per procedere, è difficile da dire oggi , certamente le azioni di questo Papa , tutte nella direzione della pacificazione e della unione dei diversi per fede, provenienza, cultura, sembrano avere trovato una forte sintonia con le parole dell’imam della moschea centrale di Koudoukou, che nel suo saluto ha voluto rassicurare papa Francesco: “qualsiasi manovra tendente a spezzare la pacificazione avviata – ha rimarcato l’iman Tidiani Moussa Naibi – potrebbe ritardare la realizzazione di questo o quel progetto di comune interesse o compromettere per un tempo l’una o l’altra attività, ma mai, ‘in sha Allah’, essi potrebbero distruggere i legami di fraternità che uniscono solidamente le nostre comunità”.


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