Pari opportunità: open data e impatto di genere a Bologna #datipercontare

Un convegno sulle Pari opportunità per misurare l’impatto di genere del Piano nazionale di ripresa e resilienza: da Bologna le proposte per indicatori condivisi e linee guida nazionali nel convegno “Dati per contare” organizzato dalla  Regione Emilia-Romagna e da Period Think Tank con l’obiettivo di individuare data set comparabili e linee guida per i Comuni e le Regioni ed  elaborare proposte da presentare a Parlamento e Governo

Per la Regione sono intervenute la vicepresidente Elly Schlein e le assessore alle Pari opportunità e Agenda digitale Barbara Lori e Paola Salomoni.

Per attuare politiche tendenti a promuovere  pari opportunità fra donne e uomini, non servono chiacchiere, né approssimazioni, ma dati che fotografino le disuguaglianze di cui le donne patiscono le conseguenze nel lavoro, in famiglia, negli stipedi e nelle pensioni, ma anche  nelle opportunità  di formazione e carriera, colmando il ritardo dell’Italia in questo ambito. .

E’ partito da questa convinzione il convegno “Dati per contare, statistiche e indicatori di genere per un Pnrr equo” in programma mercoledì 30 novembre  a Bologna per iniziativa dell’ assessorato regionale Pari opportunità e di Period Think Tank.

Per introdurre nuovi strumenti di valutazione delle politiche volte a ridurre le diseguaglianze di genere serve la conoscenza oggettiva dei contesti, quindi servono dati disaggregati certi, condivisi e liberi da stereotipi. Servono per capire dove le politiche devono agire per recuperare il divario dei diritti, ma anche per centrare obiettivi di qualità, inserire le donne laddove queste possano far sentire la novità della loro visione del mondo e dei problemi, la loro preparazione la loro leadership.

Dei 72 indicatori proposti dall’Onu,  per monitorare le politiche di genere a livello mondiale e dei singoli Paesi,  si è scoperto nel convegno di Bologna che più del 52% non ha riscontro in dati disponibili a livello nazionale e solo il 21%  può fare riferimento a dati di alto livello (contro una media europea del 24,8%. Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein che ha sottolineato la necessità che ” le pubbliche amministrazioni si dotino di strumenti solidi e trasversali per la valutazione dell’impatto di genere, a partire dalla raccolta di dati disaggregati, perché senza questo sforzo si rischia di non vedere l’impatto diverso che politiche e investimenti hanno sui generi, si rischia di non vedere dove si annidano le diseguaglianze e le discriminazioni .  Non possiamo perdere l’occasione ha detto Elly Schlein, per  calcolare gli impatti degli investimenti e le progettualità che saranno finanziate dal PNRR,, perché non vadano solo in settori dove le donne sono sottorappresentate, col rischio di acuire i divari anziché ridurli.”

“La Regione Emilia Romagna, ha detto Barbara Lori assessore alle Pari opportunità è stata pioniera nel bilancio di genere e nell’introdurre  introdotto la valutazione ex-ante dell’impatto di genere sui progetti di legge regionali, per attivare uno strumento che permetta di comprendere in anticipo gli effetti che producono  i nostri provvedimenti e migliorarne la qualità e l’efficacia sul piano dell’effettiva eguaglianza tra donne e uomini. Oggi  è più che mai importante agire in rete tra Regioni, Enti locali, istituzioni, Istat e tutte le realtà impegnate a vario titolo per fare in modo che dai numeri si arrivi alle azioni concrete, a una realtà di cambiamento che ormai riteniamo essenziale”.

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