Patrizio Bianchi, neo ministro Istruzione. Una vita per la ricerca, ma non solo.

Chi è  Patrizio Bianchi?

Professore ordinario di Economia applicata e politica industriale, all’Università di Ferrara, dove è  titolare della Cattedra Unesco “Educazione, Crescita ed Eguaglianza”,  direttore scientifico dell’Ifab di Bologna (Fondazione Internazionale Big Data e Intelligenza Artificiale per lo Sviluppo Umano, Patrizio Bianchi è arrivato alla carica di Ministro dell’istruzione del governo Draghi avendo alle spalle una carriera accademica di grande respiro, caratterizzata da continue sfide e innovazioni: dalla fondazione  nel 1998  della Facoltà di Economia, di cui è stato preside per molti anni, promuovendone intense relazioni internazionali,  alla elezione  per due mandati consecutivi a Rettore Unife e nel 2007 a quella di Presidente della Crui (Conferenza rettori università italiane).universita

Laureatosi nel 1976, specializzatosi alla London School of Economics, Bianchi sale in cattedra a Bologna nel 1994, passa a Ferrara nel 1997 e da qui inizia un cursus honorum che in qualche caso anticipa le tappe della modernizzazione dell’universo accademico nazionale ed europeo, che vive nei primi anni 2000 le sfide importanti della globalizzazione e della nascente società della conoscenza.

Siamo agli albori del terzo millennio, in Europa prende avvio la cosiddetta Economia della Conoscenza, ‘ basata sulla utilizzazione economica e produttiva delle conoscenze, in uno scenario di crescente competitività fra sistemi economici che fanno della ricerca e dell’innovazione il motore dello sviluppo.

Ricerca e conoscenza come premessa di innovazione e sviluppo. 

Nel marzo del 2000, a Lisbona, il Consiglio Europeo adotta l’obiettivo strategico per l’UE, di “diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.”

Un impegno che induce il professore/economista a promuovere nel 2000 il primo Centro spin-off presso un’università italiana, ad Unife. Centro che sforna in 5 anni 16 nuove imprese nate dalla ricerca, di cui 8 nel settore biomed e farmaceutico, 3 nel settore elettronica, 3 nel settore ambiente ed ingegneria civile, 1 nel settore chimico, 1 nel settore beni culturali.

Nel 2005 l’Università di Ferrara è al primo posto in Italia per la valorizzazione dei risultati di ricerca, ma già Bianchi vola su un altro progetto, che unisce Arte ad Economia, il  Musec, uno dei primi master italiani in cultural management, oggi giunto alla 13° edizione.

Internazionalizzazione

Come Rettore promuove l’internazionalizzazione della ricerca Unife e, mentre Ferrara risulta  fra le prime università a disporre di una sede in Cina, presso la South China University of Technology di Canton, e in Brasile, presso la Università Cattolica del Paranà a Curitiba; il Rettore Unife per la sua attività internazionale è nominato nel 2005 Professore Onorario di Economia e Tecnologia alla South China University of Technology, Guangzhou, Repubblica Popolare di Cina.

A questa intensa attività di ricerca e di governo del mondo accademico, Patrizio Bianchi ha sempre unito esperienze professionali in ambito di politiche industriali ( fra gli incarichi quello di membro del cda dell’Iri nel 1997, poi di Presidente di Sviluppo Italia, nel 1999) e  collaborazioni con Istituzioni internazionali come l’Unido e  l’Unesco, mentre dal 2000 al 2008 è stato nominato su richiesta del governo cinese Economic Avisor della Provincia del Guang Dong.

Dal 2009 al al 2019 passa dall’Università alla carica di Assessore alle politiche europee per lo sviluppo, scuola, formazione, ricerca, università e lavoro della Regione Emilia-Romagna:  due mandati, sotto la guida dei presidenti Vasco Errani e Stefano Bonaccini  in cui mette alla prova la sua attitudine ad affrontare le sfide più impegnative anche nel momento dell’emergenza, in questo caso rappresentata dal terremoto che nel 2012 ha colpito una vasta area dell’Emilia. 

Dal giugno 2018 è anche vicepresidente della Commissione intermediterranea (Cim) della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime.

Riforme e Innovazioni regione e r

Negli anni in Regione Patrizio Bianchi ha promosso la riforma dell’Istruzione e formazione professionale,  il programma Spinner, la rete dei Tecnopoli regionali, il progetto “grandi infrastrutture di ricerca”, contribuito al varo del Patto per il Lavoro dell’Emilia-Romagna, una serie di azioni partecipate da 50 soggetti pubblici e privati con obiettivi tutti misurabili fondati sull’innovazione, frutto di un mix di “programmazione, politica industriale e scienza, politica del lavoro e formativa”. Un patto e un metodo che potrebbero tradursi in un Patto per l’Italia.

Ed è all’interno di questa esperienza che ha sostenuto una politica industriale a sostegno dell’economia dei dati, ritenuta un forte volano di sviluppo economico e sociale, governata sul piano scientifico dall’ Ifda, International Foundation for Big Data and Artificial Intelligence for Human Development, di cui Patrizio Bianchi è direttore scientifico. Un’attività di apertura al futuro, che integra politiche industriali e politiche della formazione ai più alti livelli.

Nell’aprile 2020 ha coordinato la task force ministeriale formata dall’allora Ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina,  per coordinare e gestire la ripartenza dell’anno scolastico 2020-2021 durante la pandemia da Covid 19.

Una mole di esperienze scientifiche e professionali che sono confluite in numerose pubblicazione e circa 40 libri.

Fra i numerosi riconoscimenti, nel 2010 l’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica Italiana ricevuta dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per le attività accademiche e l’impegno duplice nel campo dell’innovazione e dei rapporti con il territorio .

Nel 2015, il premio Lincei, del Ministero dei Beni Culturali per le Scienze Politiche e Sociali per l’anno 2015, ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  nell’ambito dell’adunanza di chiusura dell’anno accademico dell’Accademia nazionale dei Lincei.

Ministro dell’istruzione

Il 12 febbraio 2021 viene scelto come nuovo Ministro dell’istruzione  – nella squadra dei ministri “tecnici” – dnel governo Draghi e giura il giorno seguente al Quirinale, iniziando così il suo mandato.

 

 

 

 

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