Patto lavoro clima Ferrara per rilanciare e sviluppare un territorio intero – VIDEO

Sono 45 i firmatari del Patto – Focus Ferrara, cominciando da Regione, Provincia e Comune capoluogo, oltre agli altri 20 Comuni, Camera di Commercio, Università, le rappresentanze economiche e i sindacati, compreso il Forum Terzo Settore e l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.


Un percorso iniziato lo scorso 18 febbraio, nel corso del quale la Consulta provinciale per l’economia e il lavoro è stata unanimemente individuata come il luogo nel quale mettere a punto una strategia territoriale condivisa per intercettare la nuova stagione di finanziamenti: dal Pnrr, ai fondi Ue 2021-2027, alle opportunità del Patto per il lavoro e per il clima della Regione Emilia-Romagna.

“È il momento di stare insieme”, aveva affermato il vicepresidente della Provincia, Nicola Minarelli, che da quel momento ha preso per mano la Consulta definendo una tabella di marcia all’insegna dell’operatività e della concretezza, con il compito di declinare gli obiettivi definiti nel Patto regionale per il lavoro e per il clima.

Grazie anche al supporto della struttura tecnica della Regione, i 21 Comuni, il Tavolo imprenditoria (che raggruppa 10 associazioni del mondo imprenditoriale), le rappresentanze istituzionali e del mondo economico e sociale del territorio ferrarese, hanno così iniziato un percorso approdato alla condivisione del Focus Ferrara, riproducendo su scala locale lo stesso metodo di lavoro adottato dal Patto regionale, sottoscritto nel dicembre 2020 da 58 firmatari.

Alla sigla del Patto erano presenti, oltre il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico e lavoro) e Paolo Calvano (Bilancio e Riordino istituzionale), il vicepresidente della Provincia Nicola Minarelli, per il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, l’assessore Angela Travagli.

“Insieme a tutte le parti sociali e ai territori, nel Patto per il Lavoro e per il Clima condividiamo l’obiettivo di fare dell’Emilia-Romagna regione della piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica, condividendo strategie e misure per centrarlo- afferma il presidente Stefano Bonaccini-. Un percorso che vede comunità ed enti locali protagonisti, soprattutto in questa fase, nella quale, attraverso la maggiore unità possibile, dobbiamo continuare a contrastare la pandemia e rafforzare la ripartenza basandola su buona occupazione, transizione ecologica e digitale, lotta alle disuguaglianze e alle differenze di genere, saperi e competenze. Una crescita diffusa, che grazie ai patti territoriali può contribuire a superare i divari e a ridurre le distanze sociali: siamo certi che la provincia di Ferrara possa dare un contributo fondamentale su questo, con le proprie peculiarità e potenzialità”.

“Gli investimenti di questi anni ci mettono nelle condizioni di cogliere al meglio l’opportunità rappresentata dal Pnrr e dalla nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2021-27- aggiunge il presidente-. Basti pensare alla Data Valley emiliano-romagnola, quindi ai Big Data e alle nuove tecnologie, o a distretti unici al mondo quali quelli dell’automotive, della meccatronica, del biomedicale, del packaging, dell’agroalimentare, fortemente collegati alle università regionali, a partire dall’Ateneo di Ferrara, nelle reti Alta tecnologia e Alta formazione e nel sistema degli ITS per la formazione tecnica. Per questo, il Patto che stringiamo con Ferrara e il territorio estense- chiude Bonaccini- rappresenta un nuovo, importantissimo passo avanti che l’intera Emilia-Romagna”.

Quattro sono le sfide per Ferrara messe nero su bianco nel documento: crisi demografica, emergenza climatica, trasformazione digitale e riduzione delle diseguaglianze economiche, sociali, di genere e territoriali.

Le stesse che, coerentemente, corrispondono ad altrettanti obiettivi messi nel mirino dal Patto regionale, che vengono ora declinati nello specifico per la provincia di Ferrara.

Sul piano demografico i firmatari ferraresi condividono l’attenzione prioritaria ai giovani (dai servizi alla prima infanzia, a scuola, università e alle competenze), e al welfare (per una rete di assistenza e servizi integrata, strutturata e diffusa).

Sulla trasformazione green il Focus Ferrara parte dalla specificità del territorio estense inteso come infrastruttura e capitale, forte dei riconoscimenti Unesco e Mab. Impostazione che si traduce in occhi puntati ad agricoltura e acquacoltura come settori strategici per transizione verde e sostenibilità, proseguendo poi in programmi e progetti di rigenerazione urbana all’insegna del consumo di suolo zero, della vivibilità e della qualità della vita.

Importante definire un programma di investimenti per una progettazione complessiva di sviluppo economico e ambientale dell’area che integri, con risorse regionali, gli investimenti per il Delta del Po, già previsti dal Pnrr per il potenziamento della mobilità ciclabile, dei cammini, dell’offerta storico-culturale e museale e dei percorsi turistico-naturalistici ed escursionistici dell’area e gli investimenti del Governo e della Regione destinati alla navigabilità del fiume, dei corsi d’acqua e dei canali interni.

Rientrano in questa voce anche energie rinnovabili ed economia circolare.

Il terzo obiettivo del Focus è quello delle connessioni, ossia un piano di investimenti in infrastrutture materiali e digitali come fattore di competitività e attrattività territoriale. Autostrada Cispadana, SS16, terza corsia dell’A13, riqualificazione della superstrada Ferrara-Mare, Idrovia e collegamenti ferroviari, sono alcuni dei capitoli infrastrutturali materiali, mentre sul digitale il mirino è puntato sulla diffusione della banda ultra larga nelle aree produttive, commerciali, turistiche, pubblica amministrazione e scuole.

A dare corpo al quarto obiettivo il Focus Ferrara è concentrato su investimenti, attrattività, occupazione, ricerca innovazione, internazionalizzazione e consolidamento delle filiere produttive.

Il documento ferrarese riserva poi attenzione al tema Aree Interne, nell’ambito della Strategia nazionale nel cui solco viale Aldo Moro, con l’Accordo di Programma Quadro del 2020, ha individuato nel Basso Ferrarese una delle 4 aree pilota regionali. Una strategia che muove circa 12 milioni di euro (di cui 3,7 da fonte nazionale e oltre 7 da quella regionale tramite i fondi Ue), a cui ora va data piena attuazione guardando già alle opportunità offerte dalla nuova programmazione.

Quattro obiettivi, dunque, accompagnati da azioni trasversali da mettere in campo sul piano dell’attenzione alla legalità, alla semplificazione, al riordino istituzionale e alle pari opportunità.

Subito dopo la firma del Focus Ferrara, parte la fase due della condivisione delle schede progetto, ossia le proposte che concretamente il territorio ferrarese vorrà definire per farsi trovare ai blocchi di partenza nel momento dell’uscita dei bandi dei vari canali di finanziamento.

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