Perché Hera vuole bruciare più rifiuti? Da dove nasce lo scontro fra Lega e Pd? Che cosa chiedono gli ambientalisti?

A Ferrara con l’autorizzazione data ad Hera di bruciare 12.000 tonnellate annue in più di rifiuti nel grande termovalorizzatore di Cassana, l’orologio ecologico torna indietro di vent’anni: mentre infatti l’Europa  punta ad arrivare a 0 emissioni nel 2050 e in Italia il Piano nazionale ripresa e resilienza vuole potenziare da subito il riciclo dei rifiuti, nell’ottica della transizione ecologica, da noi, Hera ha chiesto e ottenuto di alzare la quantità dei rifiuti da bruciare, andando inevitabilmente a prendere quelli che arrivano da fuori regione, con evidente vantaggio economico della multi utility e dei suoi soci, fra i quali, seppure con una quota minima anche il comune di Ferrara (direttamente e attraverso la Holding Ferrara Servizi), al quale l’opposizione e gli ambientalisti rinfacciano di aver tenuto all’oscuro i cittadini per puro interesse di bottega.

Il testo del servizio televisivo.

Le associazioni riunite sotto la Rete per la Giustizia Climatica di Ferrara sono scese in piazza venerdì pomeriggio con il M5S per  una manifestazione il cui logo “Ci siamo rotti i polmoni!” è entrato finalmente nel vivo della polemica sorta fra Lega e Pd da una mozione rivolta al Sindaco e alla Giunta  da Francesco Colaiacovo e Caterina Ferri del PD, a metà maggio.

Nella mozione i  due consiglieri di opposizione chiedevano all’amministrazione di non dare seguito all’autorizzazione, data da Arpae ad Hera Ambiente in conferenza dei servizi, l’8 aprile scorso, di bruciare 12.000 tonnellate annue in più di rifiuti urbani nel grande termovalorizzatore di Cassana alle porte della città, arrivando dalle  130.000 tonnellate attuali alle 142.000 previste  dalla primitiva Valutazione di impatto ambientale, data dal Ministero dell’Ambiente nel 2002, ridotta nel 2003 a 130.000 in virtù di un accordo tutto locale, sotto la pressione delle associazioni ambientaliste.

Ma perché incrementare i rifiuti da bruciare in una città che ha drasticamente ridotto  la quantità dei rifiuti da bruciare dal momento che ne smaltisce ormai l’88% con una virtuosissima  raccolta differenziata?

Il nodo della mozione di  Ferri e Colaiacovo è venuto fuori con forza nella protesta di piazza, in cui gli ambientalisti vecchi e nuovi  riuniti nella “Rete” hanno gridato con forza che bruciare più rifiuti non giova  certo alla salubrità dell’aria, né può bastare ai ferraresi  che la Conferenza dei servizi abbia sempre tenuto presente il criterio di non peggiorarne la qualità , visto che Ferrara, continua ad essere in Regione fra le città a più alto indice di malati di tumore.

“Bruciare di più e  guadagnare di più, è un obiettivo fuori tempo massimo”, hanno detto gli ambientalisti, che pur evitando i tecnicismi e per non buttare la protesta in caciara politica fra maggioranza e opposizioni, hanno chiesto all’Amministrazione di avviare una politica ben più nuova e coraggiosa rispetto al conteggio dei rifiuti da bruciare, togliendo ad Hera la raccolta dei rifiuti e puntando a massimizzare la raccolta differenziata e il riciclo come ha fatto Forlì dopo un accanito braccio di ferro con Hera.

Fra le domande all’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni, sceso in piazza a rappresentare la Giunta: “perché il Comune ha messo la sordina all’intera vicenda? Perché in conferenza dei servizi il tecnico del comune ha dato parere complessivamente positivo alle richieste e alle motivazioni tecniche di Hera, quando la Giunta si è espressa politicamente per il no all’aumento?”.

Perché, aggiungiamo noi, lasciare che in conferenza dei servizi a decidere siano state solo Comune ed Arpae, dal momento che le altre due amministrazioni non si sono presentate?

Perché non dire che la conferenza dei servizi non è un organo autonomo, ma una modalità di affrontare le questioni controverse delle amministrazioni pubbliche, e che, quindi, non può avere una responsabilità in proprio, visto che ciò che decide deriva dalle valutazioni, in questo caso tecniche, delle amministrazioni convocate?

Come conciliare il “si” del tecnico del Comune con il “no” politico della Giunta, portato in conferenza dallo stesso assessore Balboni?

Così mentre  il PD ritiene la Lega colpevole di aver fatto passare in sordina il tutto per evitare di contraddirsi rispetto alle battaglie anti Hera sostenute in campagna elettorale, oltre che per interessi di bottega, e mentre  l’Amministrazione di Centrodestra accusa il PD, la Regione e il Governo giallo-rosso, autore del decreto “Sblocca Italia”, di avere dato il via libera l’anno scorso alle istanze di Hera e di tutte quelle multi utility che  bruciano rifiuti in quantità inferiore a tetto stabilito dall’autorizzazione ministeriale, chi difende in modo netto ed esplicito la salute dei ferraresi e del cielo sopra la città?

Ce n’è quanto basta, crediamo, per creare un cortocircuito di responsabilità, in cui tutti sembrano essere contro tutti,  le responsabilità si rimpallano e purtroppo rischiano di elidersi..

Per questo crediamo sia dovere delle istituzioni fare chiarezza su tutti i complessi passaggi della vicenda, nell’attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato contro l’autorizzazione di Arpae annunciato dal  Sindaco e dall’Amministrazione.

Dalia Bighinati

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