Perdono per gli insulti, non per la morte di Federico

Si scusa attraverso l’ Ansa per le sue esternazioni su Facebook. Paolo Forlani, uno dei quattro poliziotti condannati per l’uccisione del diciottenne  Federico Aldrovandi, che nei giorni scorsi aveva postato su Facebook commenti insultanti contro la madre del ragazzo, dopo la definitiva condanna da parte della Cassazione, riconosce l’errore commesso e dichiara di voler tornare al silenzio.

“Voglio chiedere perdono alle persone che ho citato nei miei messaggi , inizia così il comunicato affidato oggi all’ansa da Paolo Forlani, uno dei quattro poliziotti condannati per l’uccisione di  Federico Aldrovandi, che nei giorni scorsi dopo la definitiva condanna da parte della Cassazione aveva postato su Facebook commenti insultanti contro la madre del ragazzo.
Forlani, che definisce estemporaneo ed assurdo il contegno che lo ha spinto a rivolgere frasi insultanti e violente a Patrizia Moretti e al figlio, ucciso 7 anni fa, lo ricordiamo  nel corso di un incontro con le due pattuglie di polizie formate dai 4 agenti condannati,  chiede perdono, dice,  non per le conseguenze che potrà avere il suo atteggiamento, che ha indotto – ricordiamo di nuovo – il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ad aprire un provvedimento disciplinare nei suoi confronti,   ma per aver preso coscienza dell’errore commesso. Forlani sentirebbe l’esigenza, secondo il comunicato,   di riprendere quel contegno silenzioso e rispettoso che ha mantenuto sempre, dal settembre 2005 sino a questi giorni”. “Dopo il rigetto della Cassazione della scorsa settimana – spiega Forlani – e le varie esternazioni mediatiche nei nostri confronti, mi sono trovato in uno stato di sconforto e di smarrimento che mi ha portato ad esternare via web commenti e frasi sciagurate, di cui mi vergogno, all’indirizzo di persone direttamente colpite dalla vicenda.
e che sono state dettate da una  rabbia  frutto, spiega,  di una pressione gravata su di lui per sette anni, durante i quali avrebbe cercato invano di esprimere la sua assenza di responsabilità per quanto accadde allora . Forlani chiede, dunque,  perdono per gli insulti, non per la tragedia di 7 anni fa. Chiede perdono per la rabbia provata dopo la sentenza della Cassazione, che definisce ennesima sconfitta, terzo grado di giudizio, che li ha definitivamente giudicati  colpevoli, ma che sembra non incrinare la sua convinzione di non avere nessuna responsabilità della morte di Federico. A concedere o meno il  perdono, dovranno essere le persone offese direttamente. Noi crediamo che la richiesta sarebbe più credibile se fosse accompagnata finalmente da una più semplice e diretta richiesta di perdono per la morte di Federico.

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