Terremoto, perizie sul crollo dei capannoni

danni-aziende-terremoto

Gli stabilimenti produttivi dell’Ursa di Stellata, delle Ceramiche di Sant’Agostino e della Tecopress di Dosso il 20 maggio scorso non ressero al sisma per “mancanze di collegamenti adeguati della copertura e tra pilastri e travi”. Lo ha detto – a quanto scrive l’edizione ferrarese del Resto del Carlino – l’ingegner Claudio Comastri, chiamato dalla procura a fare luce sulle cause che hanno portato ai crolli dei tre edifici (28 indagati per omicidio colposo) in cui sono morti quattro operai. Nei documenti il consulente tecnico analizza strutture, materiali, leggi e norme vigenti all’epoca delle costruzioni per rispondere ai quesiti dei pm Nicola Proto e Ciro Alberto Savino. All’Ursa i materiali utilizzati “sono conformi” come l’edificio al progetto. “Ma era assolutamente non conforme il collegamento tra travi e pilastri”. Il crollo sarebbe avvenuto per il mancato ancoraggio del tetto, non previsto dalle norme dell’epoca, e per “per la dissimetria della copertura in una parte di essa dove i pilastri non hanno usufruito di un’organizzazione simile al resto dell’edificio”. La zona del ferrarese, precisa, non era “tra quelle a rischio sismico” e tale condizione “ha legittimamente autorizzato costruttori, aziende di prefabbricazione e progettisti a ritenere di non dover considerare l’azione sismica”. Ma se il progettista, ugualmente, “ne ha voluto assumere una di riferimento per calcolare la struttura”, allo stesso modo non ha “descritto alcune verifiche che andavano analizzate come il crollo a catena”. Per la Tecopres di Dosso il consulente va oltre. “Chi ha condotto studi di ingegneria sa bene – scrive – che tutto il territorio nazionale è sempre stato sismico e un minimo di attenzione e scrupolo nella progettazione di grandi edifici in cui operano costantemente molte persone fa parte di quell’esperienza, conoscenza e coscienza che non può essere tratta dalla semplice lettura e dalla pedissequa applicazione della normativa”. Per questo, conclude, “non sono state rispettate pienamente le regole della buona progettazione.

(Ansa)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *