Pescatori, per alcuni la protesta continua

In oltre 150 pescatori hanno manifestato questa mattina davanti alla sede della regione Emilia Romagna per chiedere interventi nella Sacca di Goro.

Appartengono a 9 cooperative che hanno concessioni non più produttive. Alla regione chiedono un significativo intervento strutturale che preveda la realizzazione di un escavo per la punta dello scanno. In alternativa, visto che questo intervento richiederebbe un ingente investimento, chiedono di avere nuove concessioni in aree marittime produttive.

La protesta di questa mattina era volta a far sentire la voce di circa 300 pescatori, ovvero quelli le cui concessioni sono più all’interno della sacca, in un’area in cui il fenomeno dell’anossia, cioè della mancanza di ossigeno nell’acqua, soprattutto durante i mesi estivi, è molto più violento, e sta comportando ormai una moria delle vongole coltivate di quasi il 100% con assenza totale di guadagni da mesi. Diversa è la situazione, spiega Rino Conventi rappresentante delle cooperative che oggi hanno manifestato, degli altri pescatori, circa 800, le cui concessioni sono vicine al canale di atterraggio del porto di Goro e più vicino al mare, e per loro le morie sono minori. Anche per questo, le 9 cooperative che erano davanti alla sede della Regione, hanno deciso di non prendere parte all’incontro che si è svolto in provincia. Riteniamo, ha precisato Conventi, che non si possa discutere attorno ad un unico tavolo di situazioni così differenti. Tra l’altro, ha poi concluso Conventi, in questo momento ci sono forti tensioni tra i pescatori che rischiano di essere alimentate.

Chi oggi ha manifestato sperava di potersi far ascoltare dal presidente Errani o dall’assessore regionale Rabboni, ma nessuno dei due, nemmeno le loro segreterie, ha incontrato i pescatori. Con loro hanno invece parlato molti consiglieri regionali sia di maggioranza che di opposizione.

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