Petrolchimico, ecco chi vuole investire

02 petrolchimicoNuovi investitori spuntano all’orizzonte: lo ha spiegato il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, intervenendo alla commissione del consiglio comunale di Ferrara che si occupa di attività economiche, e che nel pomeriggio di venerdì si è occupata del futuro del nostro polo petrolchimico.

Quando è esplosa la crisi Lyondell Basell, che sta mettendo in discussione un centinaio di posti di lavoro dell’attuale laboratorio di ricerca Giulio Natta, sono stati avviati una serie di incontri per verificare la possibilità di insediare, nel nostro polo petrolchimico, nuove attività industriali.

Due sono le manifestazioni di interesse – ancora molto embrionali, per la verità – raccolte dal sindaco e dalla stessa regione Emilia Romagna: la prima riguarda NovaMont, società specializzata nella produzione di bioplastiche, per esempio la famose sportine derivate dal mais. Potrebbe insediare a Ferrara un’attività di ricerca e sviluppo. Interesse manifestato anche dal Gruppo Mossi e Ghisolfi, multinazionale della chimica che a Ferrara potrebbe avviare una bioraffineria, un impianto per trasformare prodotti vegetali in combustibili come il bioetanolo.

Aster, l’agenzia per lo sviluppo della regione Emilia Romagna ha infine ipotizzato la possibilità di avviare nel nostro polo petrolchimico un’attività di trasformazione di scarti della filiera agroindustriale.

Per ora, si tratta di ipotesi, che tuttavia andranno accuratamente vagliate per giungere a una prospettiva di rilancio del nostro polo petrolchimico.

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