Piano irrigazioni, servono 10 milioni per la pera abate

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Un tavolo di confronto fra agricoltori, tecnici ed amministratori per chiedere al governo di rifinanziare il piano irriguo nazionale. Servono 10 milioni di euro per costruire canali nell’alto ferrarese, per i frutteti e le colture di eccellenza del territorio come la pera abate

Sono una cinquantina le aziende tra Poggio Renatico, Mirabello e Vigarano Mainarda, chiedono con urgenza la costruzione di canali per irrigare i frutteti ma dal Ministero non arrivano i fondi che dirotta quindi organizzazioni agricole e amministrazioni all’Europa. Una mancanza, quella sulle irrigazioni nell’alto ferrarese, che si sta cercando di arginare da tempo. Già l’ex Consorzio Valli di Vecchio Reno aveva chiesto fondi per costruire i canali perché le aziende agricole oggi sono ancora costrette ad utilizzare fonti idriche pressoché a rischio: le acque del Reno (a volte talmente basse da mettere a rischio la sopravvivenza dei pesci) ed i pozzi artesiani che prendono acqua in falda e quindi non si possono prosciugare. Senza acqua non si fa agricoltura ed a Ferrara ci sono eccellenza che fanno difese, sviluppate e fruttate, come ad esempio al pera abate. Per questo motivo è al lavoro un tavolo di confronto tra agricoltori, amministratori, tecnici e politici per chiedere al governo di rifinanziare il piano irriguo nazionale con i 10 milioni di euro per la costruzione dei canali utili ad irrigare i frutteti.

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