Picco influenzale in arrivo, i consigli per convincere i bambini a fare l’aerosol

aerosol bimbiPer l’influenza 2013-2014 il picco del virus non è ancora stato raggiunto: secondo la SITIP (La Società Italiana di Infettivologia Pediatrica),  il picco dell’influenza dovrebbe essere raggiunto proprio tra la fine di gennaio e la prima parte di febbraio. Tra i sintomi dell’influenza 2014, oltre a febbre molto alta che potrebbe durare anche 5 giorni, si registrano come sempre la tosse, il mal di gola, la congestione del naso, i brividi di freddo, la sudorazione, il mal di ossa.

Sintomi che, soprattutto per i più piccoli, si possono alleviare con l’aerosol. Una terapia che molti genitori si può trasformare in un vero e proprio incubo se il proprio bambino non ne vuole sapere di farla. Ecco allora alcuni consigli, di esperti e pediatri che possono aiutare mamma e papà a rendere il più possibile accettabile dal proprio figlio il momento dell’aerosol.

Se il bimbo piange e si agita cercare di sdrammatizzare il più possibile e provare a distrarlo, inventando magari una storia che abbia per protagonista proprio la macchinetta dell’aerosol. ”E’ importante non enfatizzare il momento, far diventare queste attività una tra le tante della giornata” spiega il dottor Giovanni Poggi, del reparto di Pediatria del Meyer, secondo il quale e’ importante limitare l’uso dell’aerosol ai casi in cui e’ veramente necessario. ”Giocare o leggere un libro,a seconda dei gusti e della personalita’ del bambino – aggiunge -, puo’ aiutare a non pensarci: poi sara’ lui stesso ad accorgersi che il trattamento lo fa stare meglio e comincera’ a non rifiutarlo”. E’ anche importante, come evidenzia il professor Gian Vincenzo Zuccotti dell’azienda ospedaliera Luigi Sacco di Milano ”scegliere un apparecchio nuovo, magari con gli ultrasuoni, perche’ e’ meno rumoroso: una delle cose che danno maggiore fastidio dell’aerosol ai piccoli, infatti, e’ proprio il rumore”. Secondo Zuccotti, inoltre, bisogna evitare di fare l’aerosol al bimbo mentre dorme, come pensano alcuni genitori come soluzione estrema, ”perche’ per inalare le sostanze correttamente ci vuole una minima partecipazione da parte del bambino”. Altri pediatri ancora consigliano di associare il momento dell’aerosol all’attività preferita del bambino e se questo rifiuta la cura interrompere il gioco. Ripetendo questo meccanismo alcune volte il bimbo capirà che per poter vedere ad esempio il suo cartone preferito dovrà fare l’aerosol. Per molti bimbi invece basta vedere il genitore che si appoggia la mascherina al viso, magari giocando e cantando, per volerla anche lui e accettare quindi la terapia.

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