Pilastri, scavo a cielo aperto della ‘Terramara’ dei Verri

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L’iniziativa, nata dalle tristi vicende del sisma, ha visto un ampio coinvolgimento degli enti e delle associazioni locali, impegnate nella riscoperta e condivisione di un passato importante che è riemerso dagli scavi, mostrandoci le tracce dell’insediamento e delle difese perimetrali di uno dei siti più importanti di questa parte di territorio, vissuto tra il 1600 e il 1200 a.C.

Lo scavo, che si è chiuso il 19 novembre, è durato ben oltre le iniziali aspettative grazie a ulteriori stanziamenti reperiti dal Comune. Le indagini archeologiche hanno portato in luce non solo i piani di frequentazione dell’ultima fase dell’abitato dell’età del Bronzo (1300-1200 a.C.) ma anche alcune tracce significative delle strutture perimetrali che lo delimitavano e difendevano, in parte interessate da successive frequentazioni di età romana imperiale.

Inoltre, grazie ad alcune “finestre” sugli strati sottostanti, è stato possibile accertare la presenza di almeno altre due fasi di vita precedenti, ancora perfettamente “sigillate” dalla coltre di terreno e spesse non meno di 40 cm, che si spera di poter meglio indagare con futuri scavi.

terramaraI materiali in osso, bronzo e ceramica finora recuperati confermano il lungo periodo di vita della zona insediativa (1600- 1200 a.C.), lasciando aperte interessanti prospettive di studio.

L’esperienza di Pilastri si è rivelata speciale non solo dal punto di vista scientifico ma anche per la massiccia partecipazione del pubblico (invitato a “scoprire” lo scavo mentre si svolgeva) e soprattutto delle scuole di ogni ordine e grado, che hanno più volte visitato il cantiere e partecipato alle attività didattiche e di laboratorio correlate, promosse dai volontari del Gruppo Archeologico Bondenese.

La scavo 2013 (iniziato il 7 ottobre scorso) nasce in parte in conseguenza del sisma. I lavori eseguiti nell’ottobre 2012 per realizzare la nuova struttura scolastica temporanea post-sismica hanno rinvenuto nuove tracce riconducibili al vicino insediamento “terramaricolo” dell’età del Bronzo, vincolato dal 1989 e oggetto di scavi, di una mostra e di un catalogo negli anni seguenti.

A pochi mesi dall’inaugurazione della scuola (avvenuta il 5 gennaio del 2013) sono stati proprio i bambini dell’Istituto comprensivo T. Bonati di Pilastri (durante la presentazione al Salone del Restauro di Ferrara del progetto “Memoria e terremoto”) a riaccendere l’attenzione sul “tesoro nascosto sotto la Scuola”, come recitava una loro poesia composta per l’occasione, spiegando al folto pubblico presente come dovesse essere la vita al tempo delle “terramare”, uno dei fenomeni culturali caratteristici della Pianura Padana dell’età del Bronzo.

Tutto questo ha contribuito a sensibilizzare la comunità locale inducendo il Comune di Bondeno, nella persona del sindaco Alan Fabbri, a stanziare un significativo contributo per la ripresa delle indagini scientifiche sul sito dei Verri, anche grazie alla liberalità dei proprietari dei terreni e al contributo delle molte associazioni che hanno sostenuto l’impresa (tra le altre l’Associazione Bondeno Cultura, la Polisportiva di Pilastri,il gruppo Lingones Teuta Bunda, il Lions Club di Bondeno, il Centro Sociale di Pilastri) e i gruppi di volontari che l’hanno animata (Gruppo Archeologico Bondenese, Gruppo Archeologico Ferrarese, moroeventi.com, ecc.), sotto la direzione scientifica di Valentino Nizzo, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, e con il coordinamento sul campo degli archeologi dalla P.E.T.R.A. società cooperativa.

Il successo delle iniziative legate ai temi dell’archeologia e della storia del territorio di Pilastri è stato tale da indurre il Comune a prospettare la prosecuzione delle ricerche nell’ambito di un progetto con possibile durata triennale che veda coinvolti, come già quest’anno, oltre all’Università di Ferrara anche le altre Università attive sul nostro territorio.

Tutto questo è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione fra Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, associazioni e gruppi di volontariato locali e in generale quella che oggi chiamiamo “Società Civile”, intendendo con il termine “civile” la società consapevole del proprio passato e impegnata nella sua conoscenza e riscoperta.

(Comunicato a cura della Soprintendenza beni archeologici dell’Emilia-Romagna)

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