Piogge non fanno rientrare allarme siccità

Le piogge dei primi giorni di aprile in Emilia-Romagna non hanno modificato la siccità che dura da metà dell’anno scorso: una situazione – spiega la Giunta regionale in una nota – che i tecnici dell’Arpa mettono per gravità al terzo posto dal 1951 a oggi, dopo le ‘secche’ del 2003 e del 2007. Anche le nevicate di febbraio non hanno portato miglioramenti significativi. Il quadro varia da ‘severamente’ a ‘estremamente siccitoso’, in particolare per la pianura centro-orientale. Il 4 aprile il Po al Palantone a Bondeno (Ferrara) era ai minimi storici di primavera; anche i suoi affluenti e i fiumi più importanti sono in regime di magra. Le previsioni Arpa entro fine mese indicano una ‘spiccata’ variabilità meteo, con precipitazioni irregolari e solo “un parziale recupero della disponibilità idrica per le colture”.

La situazione ‘molto critica’ è stata affrontata al tavolo convocato dall’assessore regionale Tiberio Rabboni per esaminare le ricadute sull’agricoltura e coordinare gli interventi. I Consorzi di bonifica (al tavolo il Canale emiliano romagnolo e l’Unione regionale) hanno già predisposto le misure per la siccità (stoccare l’acqua disponibile nei canali per innalzare il livello superficiale e consentire l’irrigazione massima). “Stiamo tenendo sotto costante controllo la situazione, che al momento non ha raggiunto livelli di allarme”, sottolinea l’assessore Rabboni: “Vanno però subito ricercati accordi con le Regioni del bacino padano, per garantire una gestione razionale delle acque dei bacini alpini e del Po”; servono le opere irrigue nazionali di potenziamento delle infrastrutture e bisogna “rafforzare il risparmio d’acqua” irrigua attraverso nuove tecnologie e gli strumenti predisposti dalla Regione. (ANSA).

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