Piscine chiuse, domenica, per protestare contro il caro-bollette

Serrata delle piscine, domenica, per protestare contro il caro-bollette.

E’ una delle prime manifestazioni di questo livello in riferimento all’aumento del costo delle utenze che tutti stiamo subendo in queste settimane.

Non ci sta il coordinamento Piscine ER, attivo da 20 mesi, a cui aderiscono anche diversi gestori ferraresi. Domenica 6 febbraio giornata di chiusura nazionale delle piscine.

“Diamo un servizio a centinaia di migliaia di utenti, su 23 mesi di pandemia, 10 li abbiamo passati chiusi mantenendo tuttavia costi enormi” dicono i gestori delle piscine secondo cui i vari decreti ristori avrebbero garantito somme che arriverebbero al 5% dei ricavi annuali, quando mediamente si sarebbero registrate riduzioni di fatturato di oltre il 50-60%, somme che non basterebbero nemmeno a pagare un mese di utenze di luce, acqua e gas.

Il caro bollette si sarebbe abbattuto con aumenti dei costi del 50% e, con l’utenza dimezzata causa pandemia, “è impossibile andare avanti” dicono dal coordinamento che chiede un nuovo bonus piscine, l’estensione del 110% a tutta l’impiantistica, sostegni sul caro utenze, moratoria sui debiti contratti per investimenti e protocolli di gestione più efficaci.

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