Pittori e Rinascimento, studio: nelle opere di Michelangelo i tratti di Cosme Tura – VIDEO

In alcuni tratti di un dipinto giovanile di Michelangelo Buonarrotti ci sarebbe anche l’influenza di Cosme Tura, il pittore di corte degli Estensi, duchi di Ferrara. A dirlo è un ricercatore romano, Sandro Giometti, autore del libro ‘Michelangelo, mostrare l’invisibile’ edito nel 2018 da TAU. Lo studioso romano, con il suo lavoro, ha l’obbiettivo di portare alla luce aspetti segreti di opere, più o meno famose, del celeberrimo artista del Rinascimento Italiano. Ed è stato proprio nel fare queste ricerche che Giometti annuncia due scoperte che riguardano l’utilizzo, da parte di Michelangelo, di elementi tratti da Cosmè Tura, fondatore della scuola ferrarese, della quale fu uno dei rappresentanti di spicco.

La prima citazione si troverebbe nell’opera giovanile di Michelangelo ‘Madonna di Manchester’ oggi esposta a Londra, nella National Gallery. La tempera su tavola, attribuita al grande artista, nasconderebbe anche un riferimento diretto a Cosme Tura. Di quest’ultimo, secondo il ricercatore romano, che ne mostra anche le comparazioni con alcune immagini, Michelangelo riproduce quasi alla lettera la Maria della ‘Madonna dello zodiaco’ opera custodita nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

“Michelangelo -spiega Giometti- utilizza l’idea del pesce zodiacale, dipinto dal pittore ferrarese, alle spalle di Maria e la figura di Gesù addormentato, dando loro un nuovo significato: il giovane e religiosissimo artista dipinge un pesce come simbolo di Cristo secondo l’uso dei primi cristiani e colloca il proprio profilo ad occhi chiusi davanti ad esso come per affidarsi a lui”.  Queste due immagini, sempre secondo il ricercatore romano, sarebbero ben “nascoste tra le pieghe del manto che ricopre il busto di Maria che nessuno le avrebbe viste per 500 anni, tanto che occorre guardare attentamente per scorgerle”.

La seconda citazione di Cosme Tura riguarderebbe invece il Gesù bambino della Madonna dello zodiaco della Galleria Colonna di Roma che Michelangelo riutilizza per scolpire la statua di papa Giulio II nel Mausoleo a lui dedicato in san Pietro in Vincoli a Roma. “Si scopre così un elemento nuovo della produzione di Michelangelo, conclude Sandro Giometti e la sua costante attenzione all’opera di Cosmè Tura”.

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