Poc, agli imprenditori piace…a metà

POC Politici

Il giorno dopo il voto positivo in consiglio comunale gli imprenditori sollevano alcune perplessità al piano urbanistico. Amministratori e consilieri comunali tuttavia sostengono che punta alla salvaguardia del ‘bene comune’.

Ora la palla passa agli imprenditori che potranno di nuovo costruire.

Il piano operativo comunale infatti è stato approvato dal Consiglio ed ora può essere adottato per la realizzazione concreta di alcune opere previste in città.

“Un documento concertato” con i privati – è quanto sostiene con convinzione l’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari – che ieri ha illustrato al consesso il nuovo strumento urbanistico.

Gli imprenditori il giorno dopo l’approvazione sono contenti…ma a metà. Il documento ci voleva per sbloccare i cantieri – dicono – ma parlano di troppi vincoli e soprattutto in un momento come questo di troppi oneri a loro carico. A sostenerlo è in particolare un imprenditore locale che fa abitazioni da trent’anni. In attesa dell’adozione del Poc ha pensato di investire due milioni e mezzo di euro, nonostante il settore immobiliare stia attraversando una delle crisi più buie della storia degli ultimi cent’anni, proprio per la realizzazione di nuovi alloggi di pregio in città.

“Possiamo costruire solo se poi in cambio cediamo aree di interesse pubblico o facciamo opere di interesse collettivo” precisa l’imprenditore cercando di illustrare le sue perplessità al nuovo documento. “Alla fine questo per noi significa che ci sarà un incremento dei costi che potrà superare anche il 25% della spesa sostenuta in passato”.

Amministratori e consiglieri tuttavia sono convinti di un fatto: il Poc potrà avere dei difetti ma è di sicuro uno strumento che tutela l’interesse collettivo e soprattutto deve servire a far ripartire l’economia. In consiglio poi c’è chi lo definisce il ‘piano del sindaco’ perché caratterizzerà le opere da farsi in città per i prossimi cinque anni di consiliatura.

Poi c’è il pugno degli ambientalisti al ‘Poc’ che hanno detto ‘no’ al documento perché ancora una volta si mangia territorio a discapito di valorizzare quello che già c’è. “Superviosioneremo” risponde il Pd.

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