Poggio al voto, la ricostruzione prima di tutto

Sindaco Pavani è al suo secondo mandato
Sindaco Pavani è al suo secondo mandato (non potrà ricandidarsi)

Sarà la ricostruzione il tema più importante che la futura amministrazione di Poggio Renatico, colpita, duramente dal terremoto, dovrà affrontare.

Ma se sulla ricostruzione sembrano essere tutti d’accordo, molte sono invece le divisioni sulla raccolta differenziata.

La ricostruzione prima di tutto. Sarà sulle 4 grandi opere che la futura amministrazione comunale di Poggio Renatico dovrà concentrare le proprie energie. Il castello Lambertini, sede del municipio prima del sisma del 2012, il centro civico, la scuola primaria e l’asilo nido di Madonna Boschi. Investimenti per circa 8milioni di euro che ancora non sono stati appaltati perché da maggio del 2012 ad oggi si è lavorato, spiega il sindaco Pavani che è alla fine del suo secondo mandato, per gestire l’emergenza e realizzare le strutture provvisorie, comune, scuola e palestra che presto verrà inaugurata.

Difficilmente, è ormai ragionevole pensarlo, ci sarà un taglio del nastro per la piscina e il parco urbano. Progetti tanto cari al sindaco uscente, sisma_ricostruzionealtrettanto contestati dall’opposizione, che per il patto di stabilità prima, e per l’emergenza del terremoto poi, sono naufragati.

C’è poi il tema della raccolta rifiuti con l’introduzione del nuovo sistema con calotta e tessera magnetica per i cassonetti dell’indifferenziato, contestatissimo dall’opposizione in quanto risulterebbe problematico per alcune fasce di popolazione e indurrebbe all’abbandono dei sacchetti.

È invece un motivo di orgoglio per tutti i poggesi, e di grande visibilità la base dell’aeronautica che con il territorio ha stretto negli anni un rapporto sempre più solido. La comunità poggese nell’ultimo decennio ha anche registrato un forte aumento demografico, da 7600 abitanti a quasi 10000. Ma se fino a qualche anno fa Poggio si poteva dire una sorta di isola felice dove molte giovani coppie compravano casa per mettere su famiglia, oggi si devono anche qui fare i conti con la crisi. Due grosse realtà economiche hanno chiuso, il lavoro è venuto a mancare per molti senza che ci fossero nuove opportunità.

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