Poggio, esercito in azione nel municipio devastato

Oggi siamo stati a Poggio Renatico dove l’esercito e i vigili del fuoco sono al lavoro per liberare dalle macerie la zona rossa. Siamo stati anche dentro il Municipio ferito dal terremoto.

A più di un mese dalla scossa devastante di terremoto del 20 maggio, nel municipio di Poggio Renatico i calcinacci e la polvere hanno occupato completamente gli uffici. Sui muri della sala del consiglio comunale sono decine le crepe nel muro.

Il simbolo del sisma che ha colpito Poggio Renatico, la torre del corpo centrale, non c’è più. Rimangono solo quintali di macerie da dove però emergono i segni di un passato recente.

Come la bandiera italiana che sventolava fuori dal comune o i resti dell’orologio, che i militari dell’esercito hanno cercato di ricostruire come un puzzle. Vigili del fuoco e soldati sono al lavoro per mettere in sicurezza il municipio, per rimpicciolire al più presto l’estensione della zona rossa. Ma è un lavoro che va a rilento perché bisogna dividere dalle macerie i reperti storici vincolati dalla Soprintendenza.

A breve i vigili del fuoco dovranno mettere in sicurezza la torre del palazzo che si affaccia sulla piazza di Poggio. Intanto continua il presidio del territorio da parte dell’esercito.

[flv]http://telestense-view.4me.it/api/xpublisher/resources/weebopublisher/getContentDescriptor?clientId=telestense&contentId=c6147c8c-e79d-4f33-a11d-c4bcffd243ff&channelType=STREAMHTTPFLASH[/flv]

Un pensiero su “Poggio, esercito in azione nel municipio devastato

  • 30/06/2012 in 21:03
    Permalink

    Molto Bene. Ora decidetivi a recuperare anche l’archivio storico oltre alle carte correnti. Per esperienza posso assicurare chiunque che quelle carte sono la cosa di maggior valore all’interno del Castello. Cominciava con l’anno 1800 e quindi è abbastanza antico senza contare la presenza di un registro della popolazione del 1797-1798 con aggiornamenti fino al primo decennio dell’Ottocento. Una vera rarità nella nostra zona dove i registri anagrafici anteriori all’unità sono stati quasi tutti distrutti.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *