Polemiche politiche dopo la chiusura delle discoteche che ora ricorrono al TAR

Stop alle attività da ballo e obbligo di mascherina anche all’aperto nei luoghi della movida. La curva dei contagi è salita negli ultimi giorni ed il Governo è corso ai ripari con un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Gli operatori dei locali da ballo sono insorti, lamentando una perdita di 4 miliardi di euro per il settore. Nel Decreto agosto – è la promessa del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli – saranno comunque appostate risorse specifiche per ripianare il danno.

Passato Ferragosto, si sono fermate dunque le danze. Il dpcm dello scorso 7 agosto, peraltro, non lasciava spazi a riaperture. Diversi governatori, però, avevano firmato ordinanze per consentire l’attività dei locali che in estate movimentano un notevole flusso finanziario.

Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha convocato con urgenza i presidenti di Regioni domenica pomeriggio per definire e condividere provvedimenti restrittivi. Due i fattori che hanno portato alla decisione: l’aumento continuo dei nuovi positivi (3.351 nell’ultima settimana, con picchi quotidiani che non si registravano da maggio) e la situazione negli altri Paesi europei, alle prese con numeri ancora più alti di contagiati.

La decisione ha spaccato in due l’Italia, dividendo anche il mondo politico locale. L’affermazione più forte arriva dal vicesindaco Nicola Lodi che in un post sui social ha dichiarato che “quello che stiamo subendo è il peggior regime degli ultimi 100 anni”, per arrivare ad esprimere vicinanza ai titolari dei locali da ballo.

A replicare, tra gli altri, è il Coordinamento Provinciale di Articolo Uno Ferrara che definisce il messaggio “l’ennesimo comunicato estremamente critico e sprezzante riguardo alle politiche di gestione dell’emergenza pandemica da parte del governo in carica”.

“Facciamo presente al Signor Lodi” – sostiene il Coordinamento Provinciale – “che in diverse occasioni ha dimostrato di avere la memoria corta, che il peggior regime degli ultimi 100 anni si chiamava nazifascismo, in nome del quale sono state commesse atrocità indicibili, irrogando sofferenze terribili, cancellando dalla faccia della terra intere fasce di popolazione, mettendo in ginocchio nazioni di tutto il mondo. Fatti documentati e testimoniati da chi li ha vissuti, nonostante esistano movimenti e correnti politiche che fanno di tutto per negarli e cancellarli dalla memoria collettiva”.

Intanto, il Silb Fipe, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha deciso di presentare un ricorso immediato al Tar del Lazio per la riapertura immediata delle aziende, come annunciato all’ANSA da Maurizio Pasca, presidente del Silb Filp.

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