Incendio del poligono di tiro: il punto sulle indagini

incendio poligonoAccertare le cause dell’incendio che domenica ha distrutto il poligono di tiro privato di PortoMaggiore e di conseguenza le cause della morte di tre persone e il ferimento di altre cinque. Sono questi gli obiettivi delle indagini che solo ora possono veramente entrare nel vivo.

Il procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi, che seguirà le indagini insieme alla titolare, la PM Ombretta Volta, ha fatto il punto della situazione: “L’incendio – ha dichiarato all’Ansa – è stato così virulento che ha distrutto tutto ciò che ha incontrato: i materiali, e purtroppo anche chi era presente. Ciò che è avvenuto a Portomaggiore costituisce un caso particolarmente grave, e unico a livello nazionale”.

Nell’ambito dell’indagine sono partiti tre avvisi di garanzia, con le ipotesi di disastro colposo e di omicidio colposo plurimo. I tre avvisi sono a carico dei tre responsabili dell’associazione sportiva che estiva il poligono: i titolari, padre e figlio, e la tesoreria: “atti dovuti – ha sottolineato il procuratore capo.

Ora il primo obiettivo dell’indagine è individuare il punto di innesco dell’incendio e chiarire le modalità con cui l’incendio stesso si è sviluppato. A questo obiettivo contribuiranno le relazioni di carabinieri e vigili del fuoco, che arriveranno in procura probabilmente tra domani e dopodomani. E poi c’è il consulente Tecnico d’Ufficio nominato dalla procura, che è a sua volta un dirigente dei vigili del fuoco, l’ex comandante provinciale Cristiano Cusin.

Bisognerà anche accertare come è stato costruito il capannone che ospitava il poligono e valutare la regolarità della struttura. Qui tuttavia la normativa non aiuta: “sui poligoni privati la normativa è molto labile” ha detto il procuratore, e non impone particolari autorizzazioni se non la segnalazione dell’apertura alle autorità di pubblica sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.