Polo Petrolchimico: la sicurezza

Le strutture e le tecnologie del petrolchimico di Ferrara hanno retto al sisma del 20 e 29 maggio scorsi.

Ad affermalo è l’assessore all’ambiente del Comune di Ferrara, Rossella Zadro che in nei giorni scorsi ha illustrato alla commissione consiliare sull’ambiente lo stato delle cose nell’area chimica di via Marconi a seguito del forte sisma avvertito anche in città.

Nessun danno, se non qualche crepa agli stabili più conosciuti come l’area delle imprese che lavorano all’interno del petrolchimico e che conta all’incirca 700 dipendenti. Lavoratori di aziende esterne che per lo più compiono opere di manutenzione degli impianti o traslochi. Per consentire ai lavori di poter andare avanti nella zona è stata allestita una tensostruttura che ospita le imprese esterne.

Il servizio integrato di sicurezza messo appunto dal febbraio scorso, al quale hanno aderito 22 soggetti, protezione civile regionale in primis, anche se solo all’inizio della sperimentazione, il piano deve andare avanti per altri 14 mesi, ha dato dunque i primi buoni frutti. Il sistema di sicurezza di ogni impresa infatti è stato messo in rete affinché si avesse una mappatura completa del rischio in tutta l’area del petrolchimico.

Dopo il sisma inoltre il monitoraggio geologico è stato potenziato. Al Comune di Ferrara da anni spetta il controllo dell’attività microsismica della zona ma dal 20 di maggio sono state posizionate nuove stazioni di rilevamento in grado di fornire dati sempre più nel dettaglio sull’evoluzione sismica e geologica della zona.

Per venerdì, alle 15,30, è prevista una nuova commissione consiliare. L’assessore Zadro ad un tavolo riunisce i geologi ferraresi, i tecnici del petrolchimico addetti alla sicurezza ed esperti dell’Ingv.

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