Crollo viadotto Morandi: Italia scopre tema sicurezza infrastrutture strategiche

Ponte Genova MorandiEsiste in Italia, da meno di trenta giorni, il 1° Centro Europeo per la sicurezza delle infrastrutture strategiche: un laboratorio multidisciplinare, nato da un accordo Enea-Ingv, per dare continuità a servizi essenziali come la distribuzione di elettricità e acqua, le comunicazioni e i trasporti in caso di blackout, azioni terroristiche, cyber attacchi ed eventi meteo estremi.

La notizia, che il 24 luglio scorso è passata sotto silenzio, all’indomani del crollo improvviso e istantaneo del ponte di Genova, oggi assume un rilievo particolare. Annuncia la nascita in Italia del primo centro Europeo per la sicurezza delle infrastrutture strategiche. La nuova struttura, Eisac Italia, lavorerà con la Protezione Civile, le amministrazioni locali e i gestori di reti critiche offrendo servizi avanzati di simulazioni di eventi naturali e dei loro impatti e forse potrà dare un contributo importante anche a chi dovrà trovare le cause del collasso improvviso del viadotto Morandi. Un disastro su cui in questi giorni abbiamo sentito, da un lato la caute valutazioni dei tecnici, in attesa, come hanno ripetutamente sottolineato, di analisi rigorose, dall’altro la condanna disinvolta pronunciata da una parte del mondo politico, le chiacchiere da bar di tanti commentatori.

L’Italia sembra così scoprire anche per queste grandi infrastrutture della viabilità e dei trasporti la necessità di mettere al primo posto nelle politiche del territorio e della modernizzazione del Paese l’obiettivo della “sicurezza”, un obiettivo da perseguire a tutti i livelli di governo e di gestione delle strutture su cui si basa la modernità e la vita quotidiana delle persone.

Lo scoprono anche i media, che dovrebbero mettere nell’agenda delle notizie degne di essere seguite con continuità il tema della sicurezza infrastrutturale, un tema analogo a quello della salute e della sanità, perché determinante per la vita delle persone, per l’appetibilità turistica di un Paese, oltre che per l’economia di un territorio.

Il nuovo Centro, nato con l’obiettivo di aiutare gli operatori a dare continuità ai servizi essenziali in caso di disastri naturali, blackout, cyber attacchi o azioni terroristiche, potrebbe offrire servizi avanzati di simulazioni di eventi naturali e dei loro impatti sulle infrastrutture, oltre che analisi e dati che permettano di migliorare le strategie di prevenzione e la gestione di eventuali crisi. Il centro è il primo di altre quattro strutture europee dedicate alla protezione delle infrastrutture strategiche, che sorgeranno in Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi. “Si tratta di un laboratorio multidisciplinare – ha sottolineato il presidente dell’ENEA Federico Testa al momento della firma dell’accordo – dove confluiranno le competenze scientifiche e tecnologiche dei nostri due enti di ricerca e dell’industria nazionale con l’obiettivo di prevedere e fronteggiare al meglio scenari di crisi delle infrastrutture critiche”. L’EISAC Italia realizzerà banche dati territoriali e lavorerà a stretto contatto con Protezione Civile, amministrazioni locali e gestori di reti critiche, fornendo simulatori di infrastrutture, analisi di dati satellitari e sistemi di previsione meteo-climatica e oceanografica per migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *