Pontelagoscuro, in attesa della nuova piazza Buozzi – VIDEO

serv_pontelagoscuroTrasformata da qualche mese in un cantiere di restyling, la nuova piazza di Pontelagoscuro, meglio nota come piazzale Buozzi, sarà inaugurata ad ottobre in occasione della sagra dedicata a Santa Teresa, protettrice del paese dalle alluvioni. Da questo intervento potrebbe partire un nuovo  modo di vivere Pontelagoscuro, considerato a torto ormai come un quartiere senza futuro,  una sorta di paese-dormitorio, un paese più per vecchi che per giovani.

Le piazze come le chiese, i palazzi, gli edifici pubblici, hanno segnato da sempre la storia delle città, l’urbanistica ne ha prodotte diverse tipologie, tutte con in comune il tratto di essere luoghi simbolo e certamente centrali di una comunità. A Pontelagoscuro Piazza Buozzi era diventata negli anni un non luogo, metà parcheggio,metà luogo di transito, e il venerdì anche luogo di mercato, tuttavia senza una specifica vocazione e identità. Quella che dovrebbe invece restituirle il rifacimento voluto dal comune di Ferrara, atteso da anni ci dicono i pontesani, che vivono Pontelagoscuro come un luogo piuttosto dimenticato dall’amministrazione pubblica, almeno, ripetono sotto il profilo urbanistico. Costruito ex novo negli anni cinquanta, dopo essere stato totalmente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, Pontelagoscuro ha una storia straordinariamente affascinante, come, del resto,il nome.

Porto fluviale importante sotto gli Estensi, emporio e snodo di traffico come estremo confine norddello Stato Pontifico dal ‘600 all’800, nel ‘900 Pontelagoscuro è diventata la zona industriale della città di Ferrara, sede di numerosi insediamenti, nodo ferroviario e stradale oltre che fluviale, che a poco a poco, hanno trovato una conferma prima nel Polo chimico della Montecatini, poi nel centro ricerche sulla plastica di montedison e di Basell e infine nell’attuale agglomerato di fabbriche del petrolchimico.

Entrata in crisi l’industria chimica ed entrato in crisi il modello industriale come motore dello sviluppo economico anche Pontelagoscuro , quartiere della periferie ferrarese a vocazione prevalentemente operaia, è entrato in crisi. Le tematiche ambientalistiche, le paura di vivere in un ambiente inquinato hanno fatto il resto. Pontelagoscuro negli ultimi decenni ha vissuto una storia di progressivo ridimensionamento economico, di fuga di giovani, una vita di periferia che, nonostante non sia affatto priva di servizi, ha generato nell’immaginario degli abitanti e dei ferraresi la percezione di un luogo marginale. Un’immagine che a partire dal 2000 due grandi progetti stanno cercando di dissipare seppur con fatica,. Da un lato l’idrovia, dall’altro la ciclabile lungo il Po, potrebbero restituire, infatti, a Pontelagoscuro un nuovo protagonismo. Qui c’è anche il cuore del sistema acquedottistico ferrarese. un importante centrale di prelievo, potabilizzazione, distribuzione, raccolta e depurazione dell’acqua che ne fa un centro industriale e di educazione ambientale di grande rilievo., prima della restituzione finale ai ricettori naturali (i fiumi).

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