Quando Porto Garibaldi era Magnavacca

Cento anni fa Porto Garibaldi era Magnavacca ma, con il Decreto di Tommaso di Savoia Duca di Genova, Luogotenente di Vittorio Emanuele III, il 13 aprile del 1919, la località sul litorale di Comacchio acquisiva una nuova denominazione: l’attiuale Porto Garibaldi.

Un momento storico importante che il Comune di Comacchio, insieme alle associazioni culturali “La famia ad Magnavaca” e “Gli amici del capanno di Garibaldi”, vogliono sostenere con un calendario di iniziative presentato sabato al Mercato Ittico di Porto Garibaldi.

La nuova denominazione celebrativa prende avvio dalle vicende storiche che hanno coinvolto il tratto di costa del Comune comacchiese all’alba del 3 agosto 1849.

Braccato dagli austriaci, sul Mare Adriatico, l’Eroe dei due mondi non più in grado di proseguire la sua missione verso Venezia è costretto a guadagnare la costa per trovare rifugio e, poi, la salvezza.

Ha così inizio la trafila garibaldina che vedrà Comacchio, la sua costa e le sue Valli i luoghi di accoglienza di Giuseppe Garibaldi con la moglie Anita morente.

Tornando all’oggi, sabato prossimo 13 aprile prenderanno il via le celebrazioni a Porto Garibaldi.

In via Caduti del Mare, oltre alle autorità, ci sarà anche la pronipote di Giuseppe Garibaldi.

Questa sarà solo una delle tante iniziative dedicate al centenario, eventi che si susseguiranno anche durante tutto il corso dell’estate.

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