Strage di Porto Viro: un astio covato a lungo

Si conoscevano da 14 anni l’omicida-suicida, Renato Addario, 51 anni e una delle sue vittime, il comandante della stazione dei carabinieri di Porto Viro, Antonino Zingale, 49 anni. Anni trascorsi in quella caserma del Basso Polesine che forse potrebbero essere la vera causa della follia omicida di lunedì primo ottobre.

L’appuntato Addario infatti, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe reso una testimonianza scomoda al suo comandante accusato ma poi subito prosciolto dall’accusa di molestie sessuali nei confronti di una donna che lo denunciò per essere stata baciata in modo  forzato dallo stesso Zingale.

Un comportamento forse pagato nel tempo con atteggiamenti del comandante della Caserma che forse devono aver turbato Addario che ieri in soli tre minuti ha tolto la vita al suo superiore, alla consorte, Ginetta Giraudo, coetanea di Zingale  e a sé stesso.

Una tragedia che la comunità di Porto Viro ancora non si spiega. Lì la gente e tranquilla e molto impegnata con il lavoro.
Le telecamere della caserma avrebbero filmato i tre minuti di terrore dalle 15,22 alle 15,25.  L’appuntato avrebbe colto di sorpresa il suo comandante, alle spalle mentre puliva l’auto. Un colpo alla schiena e un altro alla testa. E poi, senza esitare, arriva anche alla consorte colpita anche lei – per non lasciargli scampo – al capo dal proiettile della Beretta di servizio dell’appuntato Addario. Gesti che sono una vergogna troppo grande per un carabiniere che con freddezza poi rivolge la psitola contro di sé e la finita per sempre.

Una tragedia senza senso che lascia due famiglie distrutte. Zingale e Ginetta lasciano due figli di 21 e 26 anni,  mentre l’appuntato abbandona una moglie e un figlio.

L’autopsia dei corpi dovrebbe avvenire dopodomani, mentre i funerali sono previsti per il fine settimana.

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