Portogaribaldi: “Eucarestia” negata o rinviata?

La sera del giovedì Santo nella chiesa di Porto Garibaldi il parroco Don Piergiorgio Zaghi non avrebbe dato la prima comunione a un bambino di dieci anni disabile mentale. Un fatto che qualche giorno dopo finisce su un quotidiano locale e scatena polemiche a livello nazionale.

A raccontarlo a Telestense, a una settimana esatta dalla cerimonia, sono un gruppo di mamme di Porto Garibaldi che proprio in quella parrocchia portano i loro figli a catechismo.

Non vogliono parlare ai microfoni, ma esprimono con cautela qualche perplessità sui metodi adottati da Don Zaghi. “Coinvolge poco i bambini nelle iniziative della parrocchia – sostengono – e per accedere ai sacramenti impone la presenza alla messa della domenica con l’emissione di bollini che attestino la frequenza”.

Sempre a microfoni spenti inoltre si schierano a favore della mamma di quel bambino e manifestano apertamente la presenza di relazioni difficili fra la comunità e la parrocchia.

La mamma intanto, contattata al telefono, non vuole più parlare. Teme per la serenità del figlio, ma non nega il fatto. “Non hanno voluto nemmeno provare – racconta con voce impaurita al telefono – perché ritengono che mio figlio non sia pronto”. Quella stessa mamma poi si zittisce e chiede di non essere più contattata.

Don Zaghi invece raggiunto nella sua parrocchia a Porto Garibaldi si nega a qualsiasi rapporto con la stampa. Sfugge all’occhio delle telecamere e non dice una parola.

Per lui parla l’arcivescovo di Ferrara e Comacchio, monsignor Paolo Rabitti che proprio oggi a Radio Vaticana spiega che non c’è stata nessuna discriminazione e nessun rifiuto dell’eucarestia e che al bambino l’eucarestia sarà data al momento opportuno.

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