Consumi e povertà in Emilia Romagna: le famiglie ferraresi sotto la media regionale

Le famiglie emiliane hanno un livello medio di spesa, in consumi, tra i più elevati d’Italia, e la povertà nella nostra regione ha un’incidenza tra le più basse. Lo dicono i dati Istat rielaborati dall’Ufficio Statistica della Regione Emilia Romagna. I dati di Ferrara, tuttavia, mostrano una realtà notevolmente diversa, e non in linea con l’andamento medio regionale.

Le famiglie dell’Emilia-Romagna spendono in consumi mediamente 2.976 euro al mese, circa 450 euro in più rispetto al resto d’Italia. Di questi, 1.180 euro, il 40%, vengono destinati alla casa: affitto, manutenzione e utenze. Poi c’è il capitolo alimentazione, con un costo medio di 420 euro al mese (il 14% del bilancio domestico). A queste voci si aggiungono 330 euro per i trasporti (11%), circa 195 per ristorazione e alberghi (6,6%) con un’incidenza del 6,6%, e 167 destinati a cultura e spettacolo (5,6%). Il restante 23% della spesa – 684 –  comprende altre voci come, abbigliamento e calzature, spese telefoniche, per la salute e l’istruzione dei figli. 

Questo per quanto riguarda i consumi: ma i dati Istat individuano anche l’incidenza della cosiddetta Povertà relativa, quella in cui vanno collocate le famiglie che hanno un reddito inferiore alla soglia convenzionale di 1061,50 euro mensili. In Emilia Romagna le famiglie che si collocano sotto questa soglia sono il 4,5%, e questa percentuale rappresenta il livello più basso, in media nazionale, dopo quello della Toscana, che si ferma al 3,8%.

A Ferrara come stanno le cose? Fino al 2006, si legge nell’ultimo report pubblicato sul sito del comune di Ferrara, che risale a novembre 2016, la percentuale di famiglie sotto la soglia di povertà relativa era stabilmente intorno al 5%. Poi, ha cominciato ad aumentare, probabilmente in concomitanza con la crisi, per arrivare al 9,3% nel 2009. Ora pare essersi stabilizzata tra l’8,6 e l’8,4%, una percentuale notevolmente più elevata di quella media emiliano romagnola. Le famiglie povere nel comune si stimano essere, attualmente, tra 4.200 e 6.600,

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