Precarietà in Italia: allarme OCSE

Disoccupazione in crescita in tutta l’area dell’euro, l’Italia è la nazione più colpita: sono i giovani a pagare il prezzo più alto della grave crisi economica, con tassi di precarietà del lavoro sempre più elevati.

E’ questo il messaggio che viene dall’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: il rapporto dell’Ocse è stato presentato oggi a Parigi e contiene una brutta notizia per il nostro Paese; è probabile che la disoccupazione in Italia cresca anche nel corso del 2013.

“La recente recessione – scrive l’Ocse – ha colpito duramente l’economia italiana, il cui prodotto interno lordo è diminuito fortemente all’apice della crisi, nel 2009. Dopo una breve ripresa, le previsioni Ocse di maggio 2012 prevedono che il Pil italiano scenda ulteriormente nel 2012 e che rimanga pressoché invariato nel 2013”. Di conseguenza, conclude l’organismo internazionale, “dopo un temporaneo miglioramento all’inizio del 2011, il tasso di disoccupazione ha ripreso a crescere negli ultimi tre trimestri fino a superare il 10% in maggio e si prevede che continuerà a aumentare nel 2013”.

Intanto aumenta la precarietà dei giovani sul lavoro: un giovane su due ha un lavoro precario. In particolare, rivela il rapporto, in Italia nel 2011 era precario il 49,9% della popolazione tra i 15 e i 24 anni. Nel 2010, lo era il 46,7% e nel 2009 il 44,4%.

Una piccola speranza, dice l’OCSE, viene dalla riforma del mercato del lavoro varata dal governo: potrebbe contribuire a ridurre l’incidenza dei contratti di lavoro precari, e ridurre i costi sociali della recessione, perché ha esteso la platea di coloro che possono contare su sussidi di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

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