Premiata come simbolo anti-mafia, oggi arrestata

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La premiazione a Ferrara il 5 ottobre 2013

Il 5 ottobre scorso, appena due mesi fa, Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto, nella provincia calabrese di Crotone, riceveva a Ferrara, dalle mani del presidente del Senato Pietro Grasso, il riconoscimento “Ferrara città della Pace”.

Un riconoscimento conferito a lei e ad altre sindache coraggiose del meridione per aver denunciato la criminalità organizzata nei propri comuni e territori. La consegna avvenne nell’ambito della festa della legalità e della responsabilità di Ferrara

Carolina Girasole, dal 2008 e fino a maggio del 2013 sindaco del comune calabrese, era conosciuta in tutta Italia per la propria attività di denuncia della ‘ndrangheta, che era arrivata al punto di incendiare la sua casa al mare con l’obiettivo di intimidirla.

La cronaca di queste ore, purtroppo, getta un’ombra oscura su questa amministratrice meridionale, che anche Ferrara ha onorato più di una volta. E’ infatti pesantissima l’accusa che la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro rivolge al sindaco di Isola Capo Rizzuto: corruzione elettorale. Secondo un’indagine della Guardia di Finanza nel 2008, anno della sua elezione in una lista civica di centrosinistra, avrebbe chiesto e accettato i voti di una potentissima famiglia di ‘ndrangheta, – la famiglia Arena – garantendo in cambio favori amministrativi di varia natura.

Agli arresti domiciliari è finito anche il marito dell’ex sindaco che avrebbe chiesto esplicitamente appoggio alla cosca Arena per l’elezione di Carolina Girasole.

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