Premio Vancini: vince il cortometraggio sui “violenti anni ‘50” di un gruppo di studenti Roiti

È una riflessione sulle ingiustizie e le diseguaglianze sociali ambientata nelle campagne ferraresi del secondo dopoguerra, sullo sfondo delle lotte bracciantili dell’epoca, il cortometraggio vincitore del Premio Vancini edizione 2021-22.

“I violenti anni ‘50” – questo il titolo dell’opera – è stato presentato da Alessia Faccini e  Tommaso Carriero,  della classe 4°A del Liceo “Roiti” di Ferrara: due giovani amiche chiacchierano e si confrontano, parlano della scuola, della miseria, degli scioperi, della paura della repressione e della necessità di ‘cambiare questa situazione’. Ne nasce una nuova coscienza sociale.

Al secondo posto si è piazzato “Settantasette”, cortometraggio realizzato dalla classe 5° LS dell’ISS Levi Montalcini di Argenta: una ricostruzione del clima in cui si svolsero le contestazioni del 1977 a Bologna. Al terzo posto “Lettere di una donna” un cortometraggio dall’ottima regia ambientato nel Rinascimento estense, protagonista Isabella d’Este: lo ha realizzato Samuele Pazzi della 4Y del Liceo Ariosto di Ferrara.

Menzioni speciali a: Lorenzo Axel Castagna,  Nicolò Mazzini, Asia De Battisti e  Lorenzo Luciani della classe 5H, IIS L.Einaudi per il cortometraggio “Solo una storia”; Marco Manservigi   e   Luca Zerbinati della classe 4EM, IIS F.lli Navarra, per “Il migliore dei mondi possibili”.

Il premio è organizzato da Ferrara città del cinema e Cna Ferrara, con il sostegno di: Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara, Camera di Commercio di Ferrara, Controluce Produzioni, Scuola d’arte cinematografica Vancini, Istituto di storia contemporanea, Centro preformazione attoriale.

Grande soddisfazione da parte di Stefano Muroni, ideatore del Premio e coordinatore della cerimonia del 31 maggio: “edizione molto riuscita a cui hanno partecipato tante classi con elaborati di notevole qualità – spiega – il “Vancini” non è un premio facile, perché induce i ragazzi a sviluppare riflessioni sulla contemporaneità e sui problemi del territorio usando il video e la cinematografia come messo espressivo.  Abbiamo onorato un grande artigiano dell’immaginazione come Florestano Vancini e abbiamo aiutato i ragazzi ad avvicinarsi a un mezzo espressivo che, anche a Ferrara, può riservare occasioni e opportunità”.

Un giudizio molto positivo sulle tre opere vincitrici viene da Gianluca Cestari, titolare del Centro di produzione Pubbliteam e Presidente di Cna Cinema e audiovisivo: “opere interessanti per i temi scelti e le soluzioni tecniche e creative. Il primo classificato ( è praticamente un lungo piano sequenza, non facile da realizzare, con un’ottima e ben curata recitazione in ferrarese. Il secondo (Settantasette) usa molto bene le tecniche della video-inchiesta, con interviste realizzate dagli autori: è un’interessante ricostruzione di un momento cruciale della nostra storia recente con alcune soluzioni tecniche interessanti, come l’uso della colonna sonora, che appare quasi come una voce narrante. Il terzo classificato (Lettere di una donna) è il più cinematografico dei tre, e ha sicuramente comportato un grande sforzo realizzativo per coordinare la recitazione, le riprese e il montaggio. Uno sforzo importante che andava premiato”.

Per Jessica Morelli, Vicepresidente Provinciale di Cna Ferrara, “Cna crede nel coinvolgimento delle scuole e degli studenti che, un giorno, potrebbero diventare imprenditori. Il senso del Premio Vancini è anche questo: far capire ai giovani che nel racconto per immagini sono racchiuse concrete opportunità per il loro lavoro futuro. D’altra parte, proprio grazie al Premio Vancini i ragazzi hanno avuto l’occasione per confrontarsi e approfondire temi di grande respiro, utilizzando un linguaggio creativo tipico del nostro tempo”.

Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara e Presidente della Giuria del “Vancini” conosceva bene Florestano Vancini: “Le opre che ci sono arrivate sono tutte di notevole qualità, e non è stato facile scegliere i vincitori. Di certo Vancini le avrebbe apprezzate, anche perché tutte si misurano con i temi del nostro tempo. E Vancini, oltre che grande cineasta, fu persona di grande cultura e appassionato ricercatore. Mi disse più di una volta che, se ne non avesse fatto il regista, sarebbe stato uno storico”.

Gloria Vancini, figlia del grande regista e Presidente onoraria della scuola  d’arte cinematografica a lui dedicata, ha ricordato l’attenzione che suo padre ha sempre avuto per i giovani. “Concepiva le proprie opere pensando ai giovani, perché riteneva che i giovani dovessero conoscere il passato, comprendere la storia. Fu sempre legatissimo a Ferrara, e per lui fu un dispiacere, tanti anni fa, doversi trasferire a Roma per fare cinema. Per questo sarebbe felice di vedere che in questa città stanno prendendo piede realtà come questo premio, e come la scuola di cui sono Presidente onoraria”.

Un concetto ripreso anche da Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio: “dobbiamo dare ai giovani l’opportunità di inseguire i propri sogni, e magari farne il loro lavoro. Questo premio, e la stessa scuola d’arte cinematografica dimostrano che questi sogni, oggi, si possono inseguire anche a Ferrara”

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