Prevenire il terremoto costa meno

norciaNegli ultimi cinquant’anni i fondi stanziati dallo Stato per la ricostruzione dopo i terremoti che hanno colpito l’Italia, ammontano a più di 121 miliardi di euro complessivi.

E’ la stima contenuta nel rapporto “Costi dei terremoti in Italia” messo a punto dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli ingegneri. Non è tutto: le calamità naturali che ogni anno colpiscono l’Italia – secondo calcoli dell’unità contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del consiglio – in Italia si paga una tassa fissa di almeno cinque miliardi l’anno.

Si tratta di cifre davvero ingenti, molto superiori a quelle che sarebbero necessarie, secondo varie stime, per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano, e quindi ridurre al minimo il rischio, in caso di future scosse sismiche, di danni ingenti e vittime. Secondo il consiglio nazionale degli ingegneri, per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano ci vorrebbero 93 miliardi di euro; secondo l’associazione degli ingegneri e architetti Oice, per mettere in sicurezza almeno gli edifici a elevato rischio sismico basterebbero 36 miliardi di euro.

Non è l’unica stima: quatto anni fa, Corrado Clini, ministro del governo Monti, ipotizzò che 25 miliardi in vent’anni sarebbero bastati per fare dell’Italia un Paese relativamente sicuro in campo di prevenzione anti-sismica: la stima venne poi alzata a 40 miliardi; il fatto è che i soldi non vennero stanziati, o ne fu stanziata una piccolissima parte. Il responso è chiaro: nel lungo periodo, prevenire con tecniche antisismiche il rischio di terremoti costa molto meno che stanziare fondi dopo che il danno è fatto, per ricostruire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *