Prime conseguenze di sconfitta che farà epoca. Dimissioni di Baraldi e Vitellio da segreterie Pd

baraldiIlaria Baraldi, segretaria comunale del Pd ferrarese ieri si è dimessa dall’incarico conferitole neppure un anno fa.

Una guida giovane, una donna, l’ unica candidatura  disponibile a questo ruolo dopo la bruciante debacle di Dario Franceschini alle politiche 2018, ma anche un’opzione per immettere nuova linfa in un Partito che da anni cerca inutilmente di recuperare una leadership locale.

Leadership, che è stata affidata quasi interamente in questi anni al sindaco della città, Tiziano Tagliani, protagonista indiscusso del dibattito intorno alle vicende ferraresi- politiche e non- che hanno infiammato le polemiche cittadine sui social media.

Lacerato a livello nazionale, il PD ferrarese ha pagato a caro prezzo la delusione, che il 4 marzo scorso si è abbattuta come una mazzata non prevista anche sui dirigenti locali.

Non c’è stata capacità di riprendersi, ma molto silenzio e qualche polemica interna. Non ultimo, da un lato, il silenzio dell’ex ministro Franceschini, deluso a sua volta dalla città e dai leader piddini ferraresi, dall’altro, una presenza un po’ ossessiva sui social media di Luigi Marattin.
E mentre il legame fra Roma e Ferrara non ha funzionato nella fase storica più delicata della sinistra e del Centrosinistra a livello nazionale, il pd Ferrarese si è avvolto su se stesso, rinunciando a mettere in pista candidati del partito e puntando invece sulle liste civiche, reali o presunte che fossero.
Modonesi è arrivato tardi, già bocciato una volta dal suo Partito ferrarese, sull’onda del recupero di un minimo di tregua interna dopo l’elezione di Nicola Zinfgaretti a Segretario nazionale. E Zingaretti ha fatto la sua parte nel sostenere Modonesi, davvero fino in fondo.
Fino all’ultimo comizio esaltante di venerdì 7 giugno, che è riuscito finalmente dopo tanto tempo a creare entusiasmo e coesione nel popolo PD. Hanno fatto la loro parte, almeno nelle ultime due settimane pre- ballottagio il polo civico della Fusari e Italia in Comune di bova.
Anche qui una strategia arrivata tardi.

Bene la Baraldi ha fatto a dimettersi subito, Vitellio, rompe il silenzio, comunicando che è ora di aprire un dibattito vero. E dice bene!

Poi aggiunge che lui era un segretario provinciale già “scaduto”, rimasto in sella, forse,  per portare a termine l’impresa. Quale? Bè stando ai risultati, quella di cedere le armi, di passare con rassegnazione al Centrodestra, la città governata per dieci anni dalle giunte Tagliani di Centrosinistra e, prima, per  60 anni dai partiti della Sinistra.
Può darsi che l’espiazione non finisca qui. Ci sono le regionali alle porte e il partito ha bisogno di un potente bagno di realtà.

Oggi non è l’ora delle recriminazioni interne, del darsi la colpa l’uno con l’altro, ingenerosamente. Oggi c’è bisogno di energia, entusiasmo, coraggio.
Ci sono delle cariche istituzionali importanti; due consiglieri regionali, due parlamentari, ci sono le esperienze dei sindaci del passato, ci sono i nuovi sindaci, i candidati che sono scesi in campo con la voglia di cambiare,  e  i giovani che dalle liste civiche potrebbero portare utili contributi di innovazione ad un partito, che ha soprattutto un bisogno: quello di trovare il contatto vero con i problemi delle persone, un linguaggio nuovo e concreto, per arrivare al cuore e alla testa – come ha detto a più riprese Modonesi – delle persone che ai valori del progressismo democratico non rinunciano e non rinunceranno mai!

D.B.

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