Priorità post-sisma: sfollati e rilancio aziende colpite

03 post sismaContinua a essere pesante la situazione degli sfollati che dopo il sisma hanno perso la casa o sono in attesa di rientrarvi. Hanno raggiunto quota 390 le persone del ferrarese che vivono in albergo e in strutture di accoglienza.

Una spesa, per gli enti pubblici, che rischia di diventare insostenibile. Ogni sfollato in albergo infatti costa 40 euro al giorno, cioè per Ferrara e provincia diverse migliaia di euro quotidiani. Si sta così cercando di accelerare le operazioni di ripristino delle case inagibili.

50 sfollati, secondo l’assessore provinciale alla protezione civile, Stefano Calderoni, rientreranno in casa entro fine mese quando i lavori di messa in sicurezza delle abitazioni saranno conclusi. Intanto sono in arrivo a Cento i moduli abitativi della Regione che ospiteranno qualche decina di sfollati.

A Ferrara, l’obiettivo dell’Emilia Romagna, è di riportare tutti a casa con la primavera. Alcuni casi però saranno difficili da risolvere: la Regione dovrebbe coprire l’80% dei costi di messa in sicurezza delle case, ma c’è chi tra gli sfollati avrà difficoltà a reperire il restante 20%. Secondo Calderoni, si sta pensando come venire incontro a chi ha redditi bassi.

Intanto, per fare un esempio della situazione nel cratere, il Comune di Bondeno ha liquidato i primi sette privati considerati ammissibili per i lavori intrapresi o già effettuati sulle abitazioni lesionate dal sisma. Per il sindaco, Alan Fabbri, si tratta di un ottimo risultato alla luce della pesantezza della burocrazia per la ricostruzione. Nel comune matildeo ci sono ancora più di 1700 ordinanze di inagibilità attive.

Sul fronte delle aziende agricole danneggiate dal sisma invece, entro fine gennaio dovrebbe attivarsi un nuovo bando per la richiesta di fondi. Circa 70 milioni di euro saranno messi a disposizione dall’Unione europea per coprire l’80% dei costi di ristrutturazione delle imprese.

Saranno finanziate a breve invece circa 270 aziende agricole emiliano romagnole obbligate a presentare un bilancio, ad esempio le cooperative, 34 delle quali sono ferraresi. Queste usufruiranno di 24 milioni di euro, fondi a disposizione per la ricostruzione e per la ripartenza dell’attività.

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