Problemi al Liceo Linguistico di Codigoro – Lettera aperta dei genitori al Ministro Bianchi

Lettera aperta al

Ministro dell’Istruzione Prof. Patrizio Bianchi
Vice-Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Dott. Bruno E. Di Palma
Direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale IV Ambito territoriale di Ferrara Dott.ssa Veronica Tomaselli

e per conoscenza al

Dirigente Scolastico IIS Guido Monaco di Pomposa
Presidente del Consiglio di Istituto IIS Guido Monaco di Pomposa

Siamo i genitori degli iscritti alla classe Prima del Liceo Linguistico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Guido Monaco di Pomposa” di Codigoro.

Come già segnalato attraverso la stampa da diverse associazioni di genitori dell’Emilia Romagna desideriamo ricordare che fra le diverse misure recentemente intraprese per la riapertura delle Scuole – finalmente in presenza – a Settembre prossimo vi sono diverse iniziative ma non sembra mai giungere a maturazione la decisione di affrontare i “nodi” più importanti del problema, che seguendo un principio di realtà dovrebbero essere i primi ai quali dedicarsi: organici stabili, strutture scolastiche adeguate, eliminazione delle classi pollaio, trasporti adeguati e con riempimento non eccessivo in questa fase di emergenza Covid.

In questo frangente specifico vorremmo qualche spiegazione in merito alla classe prima del Liceo Linguistico dell’Istituto a cui abbiamo iscritto i nostri figli, l’Istituto Guido Monaco di Pomposa: o forse dovremmo dire delle classi prime, in quanto al momento dell’iscrizione e subito dopo di essa ci erano state promesse due classi prime. Vi erano infatti (come compariva anche nella scheda della classe pubblicata sul sito dell’Istituto) 33 iscritti.

Abbiamo invece scoperto durante l’estate che vi sarà una sola classe. A fronte di una situazione definitiva di 32 iscritti in prima battuta, più altri 2 allievi che hanno chiesto di frequentare sebbene precedentemente si fossero iscritti in un istituto più lontano, ed inoltre in presenza di ben 7 allievi con giudizio sospeso dalla classe prima dell’anno precedente (e che dunque, almeno in parte, potrebbero ulteriormente rimpinguare le fila di questa classe prima).

E a fronte di queste evidenze, le istituzioni cosa suggeriscono? Di mandare via tutti gli alunni che eccedono i 30! Lo chiamano “ri-orientamento”… ma se i nostri ragazzi avessero propensione e desiderio di studiare altre discipline, diverse dalle lingue straniere, li avremmo già iscritti ad altri indirizzi dell’istituto! Inoltre, consideriamo l’importanza delle lingue straniere in un territorio votato al turismo come il Delta.

Vorremmo aggiungere che, anche qualora diversi allievi venissero “ri-orientati” rimarrebbe una classe di 30 allievi, o giù di lì. E’ evidente che l’efficacia didattica di una classe di trenta elementi è notevolmente più bassa di un gruppo classe di 15-20 allievi, il numero ottimale grazie al quale gli alunni possono collaborare ed interagire fra di loro e con i docenti, essere seguiti in maniera individualizzata e — in questo periodo evitare gli ulteriori problemi logistici e sanitari collegati all’emergenza Covid. E, parlando chi efficacia didattico-educativa, ancora nulla sappiamo di eventuali Bisogni Educativi Speciali o disabiliti che vi dovessero essere nella classe, fattore che aggiunge complessità, necessità di maggiore attenzione, nello svolgimento individualizzato delle attività educative.

Vorremmo infine sottolineare che l’istituto di Istruzione superiore di Codigoro insiste su un territorio periferico, in grave calo demografico, e gravato dai tanti problemi che affliggono la provincia italiana, problemi che il nostro governo — centrale e regionale — a parole si affanna a dire di voler risolvere con i progetti più disparati. Crediamo che nelle aree come a nostra i giovani dovrebbero essere aiutati a rimanere sul territorio, soddisfacendo la richiesta di formazione che da loro proviene. Assurdo spingere i giovani ad andarsene altrove, evidentemente verso le città. Oltretutto, obbligati a prendere mezzi di trasporto che, in questo periodo in particolare, costituiscono un ulteriore problema.

A nostro parere, l’aiuto alle aree interne e disagiate viene prima di tutto da una attenzione ai bisogni formativi, di competenze, di chi vive sul territorio, e in maniera concreta, misurabile, con le risorse che si mettono sui capitoli di spesa importanti come la concessione di classi e di organico: progetti, progettoni e progettini, come altre iniziative simboliche varie, vengono dopo.

Attendiamo una cortese risposta, fiduciosi che le istituzioni che governano la Scuola sappiano ascoltare il grido di allarme di famiglie e allievi degli istituti periferici, di quella provincia che tanto ha da costruire nel futuro grazie alle nuove generazioni, se se ne darà loro la possibilità senza scacciarli per andare a cercare altrove la Scuola di cui hanno bisogno, quella Scuola di qualità, della cui importanza durante l’emergenza Covid tutte queste istituzioni si sono riempite la bocca: ora attendiamo i fatti, dopo le parole.

Un gruppo di genitori degli iscritti alla classe Prima Liceo Linguistico IIS Guido Monaco di Pomposa:

  1. Fabio Scrignoli genitore di Leonardo Scrignoli
  2. Lisa Moschin genitore di Irene Finessi
  3. Federica Fogli genitore di Jessica Cela
  4. Silvia Invernizzi genitore di Giulia Cappelli
  5. Debora Marangoni genitore di Anna Isgrò
  6. Alessandro Cestai genitore di Leonardo Cestari
  7. Stefania Bellotti genitore di Afrika Martinez
  8. Elena Forlani genitore di Federico Grassi
  9. Elena Cavalieri genitore di Lucia Carli
  10. Simona Mondo genitore di Mattia Manfredini
  11. Monia Trasforini genitore di Niccolò
  12. Marcello Fabbri genitore di Emma Maria Fabbri
  13. Anna Fogli genitore di Nora Angusti

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