Processo Acer, intanto proseguono le indagini

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Si sono avvalsi della facoltà di non parlare i tre funzionari dell’Acer agli arresti domiciliari da martedì scorso perché filmati dalle telecamere della guardia di finanza mentre secondo gli stessi inquirenti, coordinati da pm Patrizia Castaldini, intascavano mazzette per non ostacolare il lavoro di un imprenditore che eseguiva la manutenzione negli immobili gestiti dall’azienda pubblica.

Ruggero Sinigaglia, 50 anni, difeso dall’avvocato Mirca Ferrari, Salvatore di Salvatore, anche lui cinquantenne, rappresentato in aula dall’avvocato Fabio Anselmo, questa mattina davanti al gip Monica Bighetti hanno infatti tenuto l’interrogatorio di garanzia. Per il terzo dei tre arrestati, il rodigino Luca Rivelli, 35enne di Villadose, l’interrogatorio si è tenuto invece sabato mattina alla presenza del suo avvocato, il legale rodigino Gianluca Pertoldi.

I tre funzionari, due addetti al servizio manutenzione e recupero, e uno addetto alla progettazione, secondo gli inquirenti, ricevevano del denaro in nero dall’imprenditore per non essere estromesso dai lavori effettuati per conto dell’ente pubblico oppure per non subire ritardi anomali nei pagamenti.

“Abbiamo fiducia nella magistratura ma questa vicenda necessita di numerosi approfondimenti” commenta uno dei difensori, l’avvocato Fabio Anselmo.

Una settimana fa, nel corso di una conferenza stampa guardia di finanza e sostituto procuratore infatti non hanno escluso che nella vicenda ci possano essere altri coinvolgimenti.

Le indagini intanto vanno avanti. Ai tre arrestati si aggiungono altre sei persone che al momento risultano essere indagate.

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