Processo Cona, parla l’ex direttore generale S.Anna. La difesa di Baldi – INTERVISTA

cona_baldi_ppTorna in aula il processo sulla costruzione del nuovo ospedale di Cona. In aula stamattina, a rispondere alla domande della Pm Patrizia Castldini, c’era l’ex Direttore Generale del S.Anna, Riccardo Baldi che deve rispondere sulle varianti di progetto. “Le varianti – ha spiegato Baldi – erano necessarie perché nel progetto preliminare mancavano servizi e strutture importanti come il Centro di Talassemia e i laboratori altamente specializzati.

“Ho sempre lavorato sulla programmazione, strategie, obbiettivi e finanziamenti ma non sono mai entrato negli aspetti tecnici perché non mi competevano. Ho approvato atti già validati dal Rup, che ne aveva competenza”. E’ chiara la posizione dell’ex direttore generale del S.Anna, Riccardo Baldi, sul banco degli imputati per rispondere alle domande della PM Patrizia Castaldini, sulla costruzione del polo ospedaliero-universitario di Cona. Baldi è accusato di aver contribuito a realizzare varianti di progetto fatte ad arte, secondo l’accusa, per favorire l’impresa che stava costruendo l’ospedale, ovvero Progeste. Il pubblico ministero chiede conto di quelle varianti e quindi del loro costo aggiuntivo.

E Baldi risponde: “Il progetto preliminare, fatto sulla base degli ospedali di Modena, non prevedeva, ad esempio, il centro unico di riferimento regionale per la talassemia che deve garantire continuità assistenziale ai malati. “Perchè, chiede la Pm, non si poteva pensare alle modifiche nel progetto preliminare? Perché sono state fatte in seguito?”. E poi c’è la questione dei laboratori altamente specializzati (una decina) costruiti con tre varianti di progetto. Per la difesa “le varianti sono state realizzate perchè la loro necessità è emersa dopo, dice l’avvocato Andrea Toschi, legale dell’ex dg del S.Anna. “I sanitari per esempio ritenevano non normale che non fosse previsto un day hospital per i talassemici.”Stiamo dimostrando da quattro anni, con dei documenti, che queste esigenze sono emerse per l’evoluzione della scienza medica”. E poi la vicenda Pinelli. “di lui mi sono sempre fidato ha detto Baldi ma ho trovato un po’ confusa la sua posizione”.“Pinelli sapeva delle varianti perché ogni procedimento passava obbligatoriamente sotto la sua gestione” ha spiegato l’avv. Andrea Toschi, legale di Riccardo Baldi.

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