Processo Cona: ultima udienza preliminare, sentenza 6/02

calce-cona-300x119Ultimo giorno dedicato alle difese nell’udienza preliminare per l’inchiesta sui presunti appalti irregolari dell’ospedale di Cona. Ultime arringhe difensive davanti al giudice Silvia Marini che pronuncerà la sentenza il prossimo 6 febbraio.

In aula oggi, a rispondere di abuso d’ufficio l’ingegnere capo del Comune di Ferrara, Fulvio Rossi e l’ex direttore dei lavori dell’ospedale di Cona, Carlo Melchiorri: entrambi assistiti dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, sono accusati di non aver controllato l’idoneità del calcestruzzo. Entrambi hanno rilasciato una dichiarazione spontanea. La più articolata è stata quella dell’ex ingegnere capo del S.Anna con a carico numerosi capi di imputazioni. Melchiorri ha rivendicato il suo operato corretto e il ruolo di strenuo difensore nella tutela dell’interessa pubblico, dimostrato, in cantiere dal continuo braccio di ferro con Progeste. L’ex ingegnere capo ha ricordato come avesse fatto demolire e rifare migliaia di metri quadri di soffitto perché non rispettavano lo spessore del contratto. Lavori che costarono molto a Progeste. Inoltre Melchiorri ha ribadito l’assoluta correttezza delle varianti che, secondo l’accusa, avrebbero fatto ottenere guadagni alle imprese. “La variante 2, sottolinea il legale di Melchiorri, è quella che permette all’ospedale la costruzione dell’antisismica, a conferma, conclude Valgimigli, che il mio assistito abbia agito nell’interesse pubblico e nella incolumità di chi lavora all’ospedale”.

A rilasciare una dichiarazione spontanea anche Fulvio Rossi, componente della commissione collaudo, che ha ribadito che le sue funzioni erano relative solamente al collaudo tecnico amministrativo e non al collaudo statico. Tra i componenti della commissione collaudo anche Andrea Benedetti, che deve rispondere d’abuso d’ufficio. Secondo la difesa (avv. Bolognesi e Pelà) “il collaudatore ha svolto le relazioni nel rispetto del progettista, collaudando quindi l’opera legittimamente”.

Tra gli imputati anche il ferrarese Giorgio Beccati, Responsabile Unico del Progetto. Secondo l’accusa avrebbe favorito Progeste ma per la difesa (avv. Gussinati e Ciaccia) invece non ci sarebbe nessun illecito e nessun danno all’azienda ospedaliera visto che Beccati non aveva potere di spesa me solo di controllo.

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