Processo Sahid Bel Amel: i testimoni

Nudo e in ginocchio, alzava le braccia al cielo e poi sbatteva la testa per terra. È così che la mattina del 14 febbraio del 2010, attorno alle 7.50, una guardia giurata, ha visto Sahid Belamel. Era in condizioni disperate, pietose, con il viso tumefatto e pieno di sangue, ha raccontato oggi in aula il dipendente della Securpol, il primo dei circa 30 testi citati per il processo relativo alla morte del giovane marocchino. 4 sono gli imputati che dovranno rispondere di omissione di soccorso aggravata dalla morte del ragazzo, l’amico di Sahid che quella sera era con lui, l’addetto alla sicurezza della discoteca nella quale il giovane aveva trascorso la serata, l’addetto al parcheggio dello stesso locale, e il tassista che, chiamato per portarlo via visto che stava male, non lo aveva caricato sulla sua auto.

A chiamare i soccorsi, circa 6 ore dopo la telefonata al taxi, era stata proprio la guarda giurata che oggi in Tribunale, davanti al Giudice Silvia Giorgi, ha ricostruito i drammatici momenti di quella mattina. Il giovane marocchino è morto poco dopo l’arrivo in ospedale ma per la Procura di Ferrara, i cui testi sono stati ascoltati oggi, quella morte si poteva evitare se solo qualcuno lo avesse aiutato o avesse almeno chiamato subito il 118. Una morte avvenuta per il freddo, come ha sottolineato oggi la dott.ssa Gaudio, che per la Procura ha redatto la consulenza medico legale sul corpo di Sahid, “rimasto, ha spiegato, troppo tempo ad una bassa temperatura senza alcuna protezione”. Sahid, dopo essere stato lasciato dal suo amico e dal taxi, quella sera aveva iniziato a vagare, stava male ed è finito in un canale poco distante dalla discoteca, lo si vede barcollare e poi agonizzante a terra nelle immagini riprese da un circuito di videosorveglianza.

Questa mattina in Tribunale c’era anche il fratello di Sahid, si è costituito parte civile ed è stato sentito anche come testimone. Ascoltati anche gli ispettori di polizia che intervennero sul posto e seguirono poi le indagini che portarono a ricostruire la serata di Sahid e ad identificare gli odierni imputati, che verranno sentiti, assieme ai testimoni delle difese e di parte civile nella prossima udienza fissata per l’11 luglio.

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