Processo Tartari, accusa e parti civili presentano nuove prove contro due giovani della banda – VIDEO

Si accusano a vicenda ma da oggi nel processo uno diventerà il testimone dell’altro.

Omicidio Tartari: si è aperta così la prima udienza del processo che vede sul banco degli imputati i due componenti più giovani della banda che il nove settembre di un anno fa rapinò e poi fece morire Pierluigi Tartari, il 73enne che fu aggredito nella sua casa di Aguscello e ritrovato cadavere due settimane dopo in un tugurio di via Fondo Reno.

 

 

Oggi infatti in aula si è aperta, davanti alla corte d’assise, presieduta dal giudice Alessandro Rizzieri, la prima udienza che vede sul banco degli imputati Patrick Ruszo, 19 anni, slovacco, e Costatint Fiti, 23enne, romeno. I due procedimenti aperti sui due dei tre compnenti della banda, il il terzo, Ivan Pajdek è già stato condannato a 30 anni, infatti erano separati ma oggi la corte d’assise ha deciso di unificarli e quindi ci sarà un unico processo.

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I due imputati

Nel corso dell’udienza poi un giudice popolare ha letto i capi d’imputazione che vengono contestati ai due giovani che oggi erano presenti in aula. La pubblica accusa, rappresentata in via eccezionale da due magistrati, Filippo Di Benedetto, da poco trasferito alla procura generale di Firenze, che fin da subito seguì le indagini, e Ciro Alberto Savino, contesta loro la rapina, l’omicidio, le percosse con calci e pugni, l’uso in diversi sportelli atm delle carte bancomat rubate e l’acquisto di diversi capi di abbigliamento. Un’udienza aperta anche con la richiesta di essere ammessi al processo come parti civili, cioè parti lese, arrivata dal legale dei due fratelli della vittima, Marco e Rita Tartari, rappresentati dall’avvocato Eugenio Gallerani e dal Comune di Ferrara, rappresentato dall’avvocato Giacomo Forlani.

Richieste accettate dalla corte d’assise che di prima mattina ha dovuto riunirsi in camera di consiglio diverse volte per decidere su cosa fare per le diverse richieste delle parti. Oggi infatti la pubblica accusa ha inoltre chiesto di acquisire agli atti 27 intercettazioni telefoniche subito contestate, per il modo e il tempo in cui sono state presentate, da una delle difese, quella di Costantin Fiti, rappresentato dall’avvocato Alberto Bova.

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La vittima Pier Luigi Tartari

Contestazioni anche da parte del difensore di Patrick Ruszo, l’avvocato Patrizia Micai che ha sottolineato come il Comune non possa pretendere di costituirsi parte civile con la motivazione che poi l’amministrazione, per il timore che si era diffuso fra i residenti dopo i fatti di Aguscello, ha dovuto emettere un bando per finanziare una parte della spesa per l’installazione di sistemi di sicurezza nelle case, oltre che per il danno d’immagine. Dal legale dei fratelli della vittima, Marco e Rita Tartari, spunta poi la richiesta di acquisire agli atti delle intercettazioni che proverebbero l’intenzione della madre di Ruszo, all’epoca dei fatti la badante della vicina di casa di Tartari, di raccogliere i soldi per far scappare il figlio.

Gallerani inoltre presenta altre prove che dimostrerebbero, sempre attraverso intercettazioni telefoniche, l’intenzione di Fiti di fuggire in Romania.

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