Processo Tartari: in aula le foto della vittima. Era legato e imbavagliato – VIDEO

Lo hanno ritrovato riverso a terra privo di vita con le fascette ai polsi, alle ginocchia e alle caviglie. Sulla sua bocca inoltre c’era ancora il nastro adesivo che gli ha impedito di parlare e forse di chiedere aiuto.

Perché Pierluigi Tartari, l’ex elettricista di 73 anni, rapinato e poi ucciso dopo essere e stato aggredito nella sua casa di Aguscello, il nove settembre 2015, quando fu portato nel casolare abbandonato di Fondo Reno forse era ancora vivo.

 

 

 

Le immagini cruente del suo ritrovamento da parte delle scientifica della polizia di stato, 18 giorni dopo il suo rapimento, il 26 settembre, sono comparse oggi in aula, davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice, Alessandro Rizzieri per il processo che vede sul banco degli imputati due dei tre componenti della banda che lo ucciso: Costantini Fiti, e Patrick Ruszo, rispettivamente di 23 e 19 anni.

Dopo un’interruzione dell’udienza durata due ore, per permettere a Fiti di raggiungere, dal carcere di Modena, l’aula in cui si è tenuta l’udienza, è ripreso il processo che vede i due giovani imputati di omicidio aggravato, rapina e utilizzo improprio di carte di credito.

Immagini dolorose anche per Marco e Rita Tartari, i fratelli della vittima. I poliziotti, testimoni della pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, hanno inoltre spiegato che dalle intercettazioni telefoniche è emerso che gli agganci alla celle dimostrano che quella sera del nove settembre i tre rapinatori si trovavano tutti insieme.

Il dibattimento davanti alla Corte d’Assise infatti riguarda due tre componenti della banda. Il più vecchio di loro, Ivan Pajdek è già stato processato e condannato a 30 anni. In aula poi ha parlato l’amico di Tartari che quella sera mangiò la pizza con l’ex elettricista. L’ultima. Il processo si aggiorna al 13 gennaio.

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