Profughi all’ex-caserma: botta e risposta tra Lodi e Tagliani

L’ex-caserma Caneva di via Baluardi, per anni ex studentato utilizzato da Er.Go, è al centro in queste ore di una polemica politica sollevata da Nicola Lodi, segretario comunale della Lega, che attacca il sindaco e presidente della Provincia Tiziano Tagliani sulla destinazione d’uso, non resa pubblica, secondo Lodi da Tagliani, del recupero in atto dell’immobile che dovrebbe dare ospitalità a richiedenti asilo.

Tutto nasce dalla destinazione dell’immobile, di proprietà del demanio, che sarebbe stato destinato, poco più di un anno fa, assieme all’ex Casa di Guardia di Salvatonica di Bondeno e all’ex Casa del Fascio di Portorotta di Portomaggiore anch’essi in fase di recupero, ad ospitare profughi. La procedura, finalizzata a reperire locali da destinare all’accoglienza, sarebbe stata avviata lo scorso anno, tema su cui approfondiremo nei prossimi giorni dalle fonti direttamente coinvolte, cioè Prefettura e Ministero Interno, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con committenti il Ministero dell’Interno, appunto e l’allora Prefetto di Ferrara, Michele Tortora.

Attualmente nello stabile sono in corso i lavori per il recupero e sarebbe stato un cartello esposto davanti al cantiere a suscitare la preoccupazione dei residenti.

Per Nicola Lodi, il silenzio nei confronti dei cittadini, del sindaco qui chiamato in causa come Presidente della Provincia, merita di essere denunciato, cosa che sabato 21 luglio, il consigliere leghista ha fatto in una diretta Facebook.

Immediata la replica del sindaco e Presidente della Provincia Tagliani, il quale – sempre tramite FB, ha replicato sostenendo che “l’ex caserma Caneva di via Baluardi é un immobile dello Stato e quindi non vi è nessuna pratica edilizia in Provincia”. Nello stesso post, Tagliani si chiede perchè sia stato chiamato in causa come Presidente della provincia e non come Sindaco di Ferrara. “Forse perché, ipotizza, lo stesso problema lo ha anche Bergamini, sindaco leghista di Bondeno, che, naturalmente non viene, invece, coinvolto”.

Tagliani si spinge oltre e precisa che ormai il recupero di quello stabile non ha più ragion d’essere oggi, visto che Ferrara ha 250 posti liberi in altre strutture, per il calo degli immigrati in città, e chiede a Lodi di dire al Ministro Salvini “che , visto che i profughi in città sono diminuiti di oltre 200 unità già a maggio, prima del nuovo governo, tocca al Ministro dell’Interno leghista bloccare i lavori, in quanto fra 5 mesi, ad opera finita, risulterà evidente che quella destinazione d’uso è del tutto inutile”.

Naomo Lodi controbatte nuovamente al sindaco, evidenziando – tramite un comunicato – che Tagliani “non poteva non conoscere l’accordo sul complesso ex-caserma Canova”, sottoscritto nell’ottobre 2015 dagli ex-ministri Franceschini, Pinotti e Giannini.
Ma il botta e risposta non sembra destinato a concludersi, con nuovi interventi che vedono il coinvolgimento anche dell’assessore comunale ai lavori pubblici Aldo Modonesi.

Da precisare che al momento non è chiaro se e quando i profughi arriveranno a Ferrara.

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