Accoglienza profughi nel 2017 a Ferrara, un anno tra ‘barricate’ ed emergenza

Le barricate a Gorino

Emergenza profughi, almeno per la prima metà del 2017, è stata al centro dell’attenzione, tra polemiche, e preoccupazioni relative alla gestione dell’accoglienza.

Un’emergenza che dalla fine dell’estate sembra però essere finita.

Dagli appelli del prefetto, alle barricate. L’emergenza profughi, a Ferrara, per mesi è stata sotto i riflettori. Archiviato il 2016, con le barricate a Gorino, il 2017 si è aperto con le stesse problematiche. Arrivi continui, mancanza di strutture per accoglierli, polemiche nei luoghi in cui venivano collocati, magari in numeri consistenti. Come a S. Bartolomeo in Bosco, dove il 4 Marzo la Lega Nord ha guidato le barricate di circa una trentina di militanti contro l’arrivo di alcuni profughi in un’abitazione vicina ad una in cui già ne erano ospitati poco più di una decina.

Passano i mesi e gli arrivi non si fermano, tanto che il 22 maggio l’allore prefetto di Ferrara Michele Tortora convoca una conferenza stampa per chiedere, a chi ne ha disponibilità, strutture in cui accogliere. Gli sbarchi con l’estate dovrebbero aumentare e, afferma il Prefetto, se non si trovano strutture, dovrà intervenire requisendo quelle pubbliche laddove possibile.

Inizia così a farsi strada l’ipotesi di tendopoli, si torna a di un’area a Poggio Renatico ma il sindaco smentisce. Nel frattempo l’Asp di Ferrara pubblica un bando per trovare una struttura in cui realizzare un nuovo Hub da 60 posti. Bando che va deserto, tanto che a luglio il Prefetto Tortora interviene di nuovo sul tema e conferma che per preparsi all’emergenza, ennesima, degli sbarchi, si sta ragionando su aree in cui allestire conteiner e case mobili. Il picco, numericamente parlando si ha tra giugno e luglio, quando i profughi in Provincia di Ferrara superano i 1300.

profughi immigratiPoi gli arrivi in Provincia rallentano ma il problema non smette di far discutere. Il 6 agosto a Codigoro il sindaco Alice Zanardi emette un’ordinanza con cui da inizio ad una serie di controlli nelle strutture ma nella quale si legge anche che si valuta un aumento della tassazione per queste strutture. In sostanza più tasse per chi accoglie, ma il sindaco chiarisce, pur non facendo un passo indietro, e, dopo qualche botta e risposta con i vertici del Pd, il caso si chiude.

È in sostanza una delle ultime volte che l’emergenza profughi, in provincia di Ferrara, fa notizia. Da fine agosto infatti non se ne parla praticamente più. Forse perché le nuove politiche nazionali e internazionali, puntando sul contenimento degli sbarchi, hanno efficacia, o forse perché Ferrara, considerata satura, viene lasciata fuori dalla distribuzione dei migranti che, ultimo sbarco di 500 person il 27 dicembre in Sicilia, continuano comunque ad arrivare. Resta da vedere se il nuovo corso della gestione del problema, annunciato dal ministro degli interni Minniti, ovvero i corridoi umanitari nel 2018, riusciranno ad essere messi in pratica e soprattutto a salvare le vite. Occorre ricordare che nell’attraversare il mediterranneo nel 2017 sono morte oltre 3000 persone.

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