Profughi in arrivo a Ficarolo, cresce la rabbia e il disappunto vicino a Ferrara – video

A Ficarolo cresce la rabbia e il disappunto per l’arrivo di trenta profughi all’Hotel Lory, requisito dal Prefetto di Rovigo.

“I sindaci sono lasciati soli” ha spiegato il primo cittadino del comune polesano che sabato sera aveva indetto un consiglio comunale straordinario, aperto a tutti.

Dovrebbero essere una trentina i profughi che, lunedì 7 novembre, arriveranno all’Hotel Lory di Ficarolo. La struttura, che molti conoscono come ex White House (discoteca molto in voga a fine degli anni ’70) oggi vede annesso oltre alla sala da ballo ed un ristorante, anche un albergo a 3 stelle, requisito dal Prefetto di Rovigo per l’accoglienza dei profughi. Per questo motivo sabato sera si è tenuto in municipio a Ficarolo un consiglio comunale straordinario, aperto alla cittadinanza.

 

 

I proprietari della struttura all’inizio avevano dato la disponibilità ma poi hanno fatto un passo indietro. Le ragioni potrebbero essere collegate all’aspetto economico (nemmeno venti euro a migrante contro i 30/40 ipotizzati all’inizio) Stamattina a Rovigo c’è stato ancora un incontro tra sindaco di Ficarolo e Prefetto dal quale è uscita la conferma dell’arrivo dei primi trenta profughi. “I sindaci sono lasciati soli dal governo centrale” spiega Fabiano Pigaiani, sindaco di Ficarolo.

La data, il 7 novembre, coincide con quella di un incontro tra il Prefetto di Rovigo ed i sindaci del polesine per decidere una eventuale redistribuzione dei 30 migranti di Ficarolo che potrebbero anche diventare 80. Il comune polesano, dove sta crescendo rabbia e disappunto, conta circa 2.500 abitanti. E secondo le percentuali stabilite per legge dovrebbe ospitarne solamente otto profughi.

Un pensiero su “Profughi in arrivo a Ficarolo, cresce la rabbia e il disappunto vicino a Ferrara – video

  • 01/11/2016 in 19:48
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    Vorrei ricordare a questi delinquenti di politici che in Umbria,Marche e Lazio c’è gente che ha la casa distrutta e dorme nelle tende o nelle auto. Invece di pensare ai profughi pensassero ai terremotati.

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