Programmi elettorali: duello a distanza sui temi caldi della politica italiana

elezioni schede elettorali votoEuropa ed euro, lavoro e occupazione, pensioni e reddito di cittadinanza o inclusione o dignità. Sui grandi temi della politica italiana ogni giorno si gioca il duello a distanza dei leader politici alla conquista del consenso dei cittadini.

Così mentre la Lega rilancia il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro contro la posizione dell’alleato Berlusconi e il candidato premier del M5S Luigi Di Maio fa marcia indietro su un referendum, peraltro incostituzionale, per chiedere ai cittadini un si o un no sulla permanenza dell’Italia nell’eurogruppo, il Pd indice per il 20 gennaio una kermesse elettorale a Milano nel segno della fedeltà all’Europa, posizione che accomuna il partito di Matteo REnzi a Liberi e Uguali di Pietro Grasso.

E’ di oggi l’affermazione perentoria fatta da Silvio Berlusconi sull’abolizione, in caso di vittoria del Centro Destra del Jobs act, “Ha dato una provvisoria spinta all’occupazione, ma solo facendo leva sui contratti a termine” ha detto stamattina il leader di Forza Italia parlando a Radio Anch’io, .”

Salvini gli contende lo spazio sui media facendo, invece, marcia indietro sull’abolizione della Legge Fornero, che, a suo dire, non può essere fatta integralmente, ma solo cancellando le parti inique, alludendo ad un innalzamento accelerato e da subito dell’età pensionistica .

Lo scoop di oggi, però, Salvini lo ottiene con la promessa di rendere non obbligatorie in caso di vittoria le vaccinazioni, cancellando le norme del decreto di Beatrice Lorenzin, attuale ministro della salute, che reagisce replicando “L’Italia va vaccinata dagli incompetenti.

Sull’Unione Europa è comune a M5S e PD il tema del superamento dell’austerity, con la revisione del fiscal compact e l’impegno a rafforzare la crescita attraverso misure di sostegno alle imprese o, come sostiene la Lista di Pietro Grasso con il ricorso all’indebitamento per opere di investimento, che avrebbe un effetto moltiplicatore sugli investimenti e potrebbe portare in equilibrio il bilancio riducendo il debito, che, invece, secondo il M5S potrebbe essere tagliato di 40 punti in due legislature abbattendo di 50 miliardi la «spesa pubblica improduttiva».

Sul salario minimo per chi si trova sotto una soglia minima di reddito ormai si trovano d’accordo tutti i principali schieramenti, ma con diversi distinguo, soprattutto sull’entità della cifra da erogare ai singoli o ai nuclei famigliari.

Intanto è entrato in vigore dal primo gennaio 2018 il reddito di inclusione voluto dal Pd e messo in pratica dal governo di Paolo Gentiloni: reddito che si propone di portare le famiglie o i singoli soggetti beneficiari a superare le situazioni temporanee di disagio e vale sia per i cittadini italiani e comunitari sia pergli extracomunitari con permesso di soggiorno e in Italia da almeno 2 anni.

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