Proiezioni, affreschi ‘animati’, ologrammi così l’ex chiesa di San Michele rivive nell’arte di Francesca e Bruno Liberatore

Proiezioni in tre dimensioni, affreschi che prendono vita e diventano animazioni, ologrammi che ‘fluttuano’ a mezz’aria. E il leone, tra gli antichi dipinti rimasti intatti e pienamente visibili, scelto tra i simboli della nuova area espositiva. Sono alcuni degli elementi che compongono il video di lancio della prossima apertura dell’ex chiesa – risalente al X secolo – di San Michele, a Ferrara, acquisita dalla stilista Francesca Liberatore insieme al padre Bruno, tra gli scultori contemporanei più famosi.

L’edificio storico che si affaccia su via del Turco sarà il futuro tempio espositivo delle opere dell’autore, della moda e di iniziative culturali ed è già stato ‘sdoganato’ sul palcoscenico della Fashion week di Milano, dove un ‘trailer’ lo ha fatto conoscere al pubblico internazionale, in collegamento anche con New York. Francesca Liberatore ha curato personalmente come regista il filmato (al videomaking e montaggio Alice Falco) e ha reso disponibili le immagini, spiegando che “abbiamo giocato sul concetto di rinascita, intesa sia come rinascita di questo luogo magnifico e carico di storia, sia come messaggio positivo dopo i mesi terribili della pandemia”.

Nel video (caricato anche a questo link: https://www.facebook.com/1466119764/videos/270422311775442/) la parete di fondo dell’ex chiesa diventa un grande schermo su cui si proiettano immagini simboliche e da cui inizialmente emergono leoni, aquile, tori, spade, quindi un improvviso squarcio nella finestra: è la simulazione di un allagamento. L’acqua sgorga e inonda simbolicamente i pavimenti, generando quasi un effetto tempesta. Poi la colonna sonora muta, la parete torna a mostrarsi ‘nuda’, anticipando un gioco di luci e colori, da cui emergono immagini sacre. Un mondo rotea nel centro dell’ex chiesa, putti celebrano la rinascita.

E la proiezione si sofferma sul dettaglio degli affreschi interni, sulle note di ‘Galaxy’. La regista si è avvalsa di alcuni ‘effetti speciali’, tra cui la ricostruzione delle figure dipinte sulle pareti (e visibili in frammenti tra il soffitto e la parte alta dei muri) e la loro animazione in tre dimensioni. “Non stravolgerò niente di questo luogo magnifico, che deve conservare i segni del tempo e delle epoche che ha passato”, ha anticipato Bruno Liberatore in visita venerdì scorso a Ferrara, dove ha anche incontrato l’assessore Marco Gulinelli. “Dopo i lavori di consolidamento del tetto e di messa in sicurezza, saremo già nelle condizioni di partire. Le opere che esporrò qui saranno le più significative di tutti i periodi che ho attraversato nel mio percorso artistico”, ha inoltre spiegato l’artista.

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