Pronto Soccorsi, boom di anziani con più di 80anni – INTERVISTA

Pronto soccorsoAumentano nei pronto soccorso italiani i pazienti con più di 80 anni che, secondo la Simeu- Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, sarebbero circa 100mila persone in più ogni anno. Al tema del ‘grande anziano’ è stata dedicata la terza edizione della settimana nazionale del pronto soccorso che si terrà dal 21 al 29 maggio. Intanto a Ferrara, dal prossimo autunno, partirà la scuola di specializzazione di emergenza-urgenza che forma specialisti in grado di rispondere alle nuove esigenze dei pazienti.

Cresce sempre più il numero di pazienti con più di 80 anni che si reca nei pronto soccorso italiani. Una percentuale importante di persone ‘fragili’ con malattie croniche ed un quadro clinico complicato, che richiede cura e competenze plurispecialistiche e nella maggioranza dei casi necessita del ricovero ospedaliero. Pazienti che aumentano al ritmo di circa 100mila in più all’anno secondo la Simeu, la società italiana della medicina di emergenza-urgenza che dedica la settimana nazionale del pronto soccorso al grande anziano. Numeri che si registrano anche nella provincia estense con un’impennata che si registra soprattutto nell’area che afferisce all’ospedale di Lagosanto. “Al pronto soccorso del Delta, spiega Adelina Ricciardelli, Resp. UO Pronto Soccorso dell’Azienda Usl Ferrara, su mille pazienti, 634 hanno più di 65 anni, contro i 400 pazienti della città e del distretto ovest”.

In un sistema nazionale in continua trasformazione è cambiata anche la professionalità di medici ed infermieri che devono rispondere alle nuove esigenze dei pazienti. Specialisti dell’emergenza che devono intervenire e stabilizzare pazienti complicati come appunto l’anziano fragile. Per questo anche a Ferrara in autunno partirà la Scuola di Specializzazione dell’Emergenza Urgenza per formare professionisti in grado di affrontare le emergenze e le urgenze sia sui mezzi di soccorso avanzati, quindi il 118, sia nei pronto soccorsi, nelle osservazioni brevi intensive e nei reparti di medicina d’urgenza degli ospedali. Tre i posti assegnati, di cui due dall’ateneo estense e uno dalla regione.

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