PROPOSTE PER LO SPORT IN EMILIA

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Sottoscritto un documento da Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia

In una conferenza stampa a Bologna è stato presentato un documento elaborato dagli assessori e dai referenti dei Comuni di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia che contiene le “Proposte politico amministrative in Emilia Romagna”. Il documento è stato redatto in occasione di un primo incontro svoltosi a Ferrara nel settembre scorso tra gli Assessori allo Sport delle città di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia. Obiettivo dei rappresentanti istituzionali con delega allo Sport è “ripensare il ruolo della Sport nelle politiche della Regione Emilia Romagna”. Negli ultimi anni vi è stata da parte del Governo Regionale “poca attenzione rispetto alle politiche sportive” proprio a partire dalla delega, spesso insieme a quella della cultura, fattore che ne ha diminuito la rilevanza rispetto alle politiche culturali, e con il risultato di lasciare agli Enti Locali l’intero “peso” del sistema sportivo. Pertanto “ripensare” per “ripartire” e come primo passo con una delega regionale dove lo “sport” sia “centrale” questo per consentire una più ampia capacità di manovra, basti pensare all’impiantistica sportiva, ed al complesso di gestione degli impianti perlopiù svolta dal mondo dell’associazionismo sportivo, ovvero migliaia di impianti di proprietà pubblica gestiti e capaci di offrire servizi alla collettività, ma inseriti in un sistema normativo complesso e articolato, capace di “imbrigliarli” in una serie di responsabilità davvero importanti e demotivanti perché poste elusivamente a carico dei dirigenti delle società sportive, di cui molti, con formazione insufficiente per poter affrontarli.

Queste in dettaglio le linee emerse in quell’incontro, concetti ribaditi oggi in occasione della conferenza stampa.
Nell’ambito dell’impiantistica sportiva la Regione potrebbe intervenire con queste azioni:
Istituire un fondo di garanzia regionale, al fine di consentire la ripresa degli investimenti in impiantistica sportiva, ivi compresi gli interventi di manutenzione straordinaria, al fine di tutelare quelle associazioni sportive che decidono di investire sul patrimonio di proprietà pubblica.

Istituire un fondo da destinare ai soggetti che possono investire negli impianti sportivi in interventi rivolti al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili (Progetti di riqualificazione energetica).

Proporre al Governo attraverso la Conferenza Stato Regioni un progetto di sgravi fiscali per le associazioni sportive che investono sugli impianti pubblici, con tassazione zero agli intervento rivolti all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Valutare la fattibilità di istituzione da parte dei gestori della distribuzione del gas metano, dell’introduzione di una tariffa agevolata “sport” per i consumi negli impianti sportivi di proprietà pubblica.

Aggiornare la legge nr. 11 del 2007 “disciplina del modalità di affidamento della gestione di impianti sportivi di proprietà degli enti locali”, (es. istituendo procedure semplificate per gli impianti privi di rilevanza economica o con bilanci di gestione esigui).

Usufruire dei fondi della legge regionale 40 del 2002 anche per l’impiantistica sportiva.

Promuovere la costituzione di reti d’Impresa tra le Associazioni Sportive per la gestione di complessi sportivi di particolare rilevanza.

Promozione Sportiva e Manifestazioni Sportive
Aggiornare la legge 13 del 2000 “Norme in materia di Sport”, in virtù della recente abolizione delle Province ed alla riforma del titolo V della Costituzione attualmente in atto.

Costituire una rete dei grandi eventi sportivi organizzati nel territorio regionale al fine di ottenere un calendario regionale da promuovere nel circuito del Turismo.

Impegni
Negli ultimi anni, gestire un associazione sportiva, è diventato particolarmente complicato ed impegnativo, senza trascurare le responsabilità , questo potrebbe comportare in poco tempo ad una diminuzione della rete di associazioni, perché, spesso ci si dimentica che, nella maggioranza dei casi, parliamo di volontari. Da un lato la crisi del volontariato sportivo, e dall’altro la diminuzione dell’attività sportiva svolta in forma organizzata ed il conseguente aumento di quella svolta in forma autonoma, potrebbe determinare, in poco tempo, la chiusura di realtà sportive, il tutto “accelerato” dalla crisi economica in atto. Il risultato porterebbe ad una riduzione di un vero è proprio “capitale sociale” . Per questo assumersi l’impegno di attivarsi al fine di ridurre la burocrazia anche attraverso la semplificazione soprattutto in campo fiscale potrebbe aiutare molto le associazioni sportive ed i loro dirigenti.

Nel gennaio 2016( Decreto Balduzzi) scadrà il termine entro il quale ogni realtà sportiva e/o impianto sportivo dovrà dotarsi di defibrillatore semi automatico, si rischia di arrivare alla scadenza senza aver dotato i propri impianti lasciando sole le società sportive, ma al tempo stesso, ci si dovrà assicurare che chi svolge attività all’interno di palestre e strutture sportive date in concessione ne sia dotato ( es. uso delle palestre in orario exstrascolastico).

I firmatari delle proposte

Luca Rizzo Nervo, Assessore allo Sport del Comune di Bologna

Simone Merli, Assessore allo Sport del Comune di Ferrara

Giulio Guerzoni, Assessore allo Sport del Comune di Modena

Alberto Manzotti, Consigliere di Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia

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