Prorogata fino al 16 aprile all’Ariostea la mostra di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del “Viaggio” dantesco

L’Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del “Viaggio” dantesco alla Biblioteca comunale Ariostea di Ferrara, curata da Mirna Bonazza, responsabile U.O. Biblioteche del Comune di Ferrara, e da Sandro Bertelli, docente di Paleografia e di Codicologia all’Università di Ferrara, è stata prorogata fino al prossimo 16 aprile 2022. La mostra, allestita a palazzo Paradiso (via delle Scienze, 17), sede della Biblioteca comunale Ariostea, nelle sale Ariosto e Carli, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021) e inaugurata lo scorso 2 settembre, rientra in un progetto che coinvolge numerosi archivi e biblioteche dell’Emilia-Romagna ed è stata promossa dalla Regione stessa e dalla Società Dantesca Italiana.

L’evento espositivo offre al visitatore l’opportunità di conoscere un patrimonio librario rarissimo, attraverso un percorso originale di preziosi manoscritti e di antiche edizioni a stampa, la maggior parte delle quali mai esposta in precedenza. L’esposizione si apre (in sala Ariosto) con gli incunaboli della Divina Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478; seguono esemplari del 1491, 1493, 1497 corredati da xilografie, vignette e illustrazioni a piena pagina. Trovano posto nelle vetrine anche rare cinquecentine, come Le terze rime di Dante (Venezia, Aldo Manuzio, 1502); e il Danthe Alighieri fiorentino historiado (Venezia, Bartolomeo Zani, 1507).

In mostra anche un importante testimone del noto sonetto di Dante, Guido i’ vorrei che tu e Lapo ed io, conservato in un codice in lingua francese della prima metà del Trecento che contiene Le livre dou treçor di Brunetto Latini. Del cesenate Jacopo Mazzoni, si espone la Difesa di Dante, presente in un raro e molto interessante manoscritto del sec. XVII. In mostra anche una particolare edizione della Commedia tradotta in latino dal gesuita Carlo D’Aquino, in tre volumi, il cui frontespizio reca l’indicazione di stampa Napoli, Felice Mosca, ma fu impressa a Roma da Pietro Bernabò, nel 1728, proveniente dalla Biblioteca del Collegio della Compagnia di Gesù di Ferrara. Delle tante edizioni ottocentesche della Commedia ne sono state selezionate alcune con apparato illustrativo calcografico (Firenze, all’Insegna dell’Ancora, 1817-1819; Firenze, presso la Tipografia del Vulcano, 1846). Dalle collezioni artistiche dell’Ariostea proviene il busto di Dante, eseguito dalla Manifattura di Signa (Firenze) nei primi anni del Novecento.

Fino al 16 aprile negli orari di apertura della Biblioteca Comunale Ariostea.

Per info: tel. 0532 418200 – via delle Scienze, 17 – 44121 Ferrara [email protected]

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