Prostituzione minorile a Ferrara, si allarga l’inchiesta

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Nuovi sviluppi per l’indagine ha visto finire in carcere un pensionato ferrarese e un giovane pakistano accusati di violenza sessuale su minori, induzione alla prostituzione ed atti persecutori. A fare da intermediari e convincere i ragazzini a concedersi al pensionato in cambio di denaro, ci sarebbero state, oltre al pakistano arrestato, altri due immigrati.

Si allarga l’inchiesta sulla prostituzione minorile e sugli abusi che ha visto finire in carcere nei giorni scorsi un pensionato ferrarese e il suo complice, un giovane pakistano di 32 anni. Ai due, arrestati con accuse pesantissime, si aggiungono ora un pakistano di 24 anni denunciato per induzione alla prostituzione minorile e un magrebino 44 enne che dovrà rispondere di favoreggiamento della prostituzione minorile.

Stando agli ultimi sviluppi dell’inchiesta, coordinata dai carabinieri di Ferrara e dalla procura estense in collaborazione con quella di Bologna, a trovare ragazzini e convincerli ad accettare denaro in cambio di rapporti sessuali con il pensionato ferrarese, c’era non solo il pakistano arrestato ma anche il suo connazionale più giovane. Colpevole invece di aver messo a disposizione più volte il suo appartamento consentendo che lì si consumassero i reati invece il 44enne magrebino.

La maggior parte degli incontri, è stato ricostruito dagli inquirenti, avvenivano nella casa di campagna del pensionato ferrarese che faceva arrivare i ragazzini spesso in taxi. A loro, in cambio di sesso offriva denaro fino a 500 euro, o regalava telefoni cellulari, smartphone, comprava addirittura i biglietti aerei per far rientrare i minorenni nella loro nazione ed è arrivato perfino ad acquistare un’auto, intestandola ad uno dei ragazzi appena diventato maggiorenne, che per diverso tempo, aveva accondisceso alle richieste.

A trovare i ragazzini, due dei quali hanno poi sporto denuncia dando il via alle indagini, erano dunque i due pakistani che cercavano le vittime proprio tra i loro connazionali minorenni.

L’inchiesta però potrebbe andare ancora avanti, nell’abitazione del pensionato sono stati trovati una pistola, risultata rubata alcuni anni fa a Bologna, i documenti di una studentessa anch’essa risultata derubata nel capoluogo felsineo, ma anche altri documenti d’identità che potrebbero dar corso a nuovi sviluppi e nuove responsabilità.

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