Psichiatrie e dipendenze: Emilia-Romagna firma due accordi per residenze

 

psicheLa Regione Emilia-Romagna ha siglato due accordi per le strutture residenziali gestite da enti no profit, uno per l’assistenza a persone con disturbi mentali e, l’altro, con dipendenze patologiche. Il primo, firmato dall’assessore alla sanità Carlo Lusenti e dai presidenti regionali di Confcooperative (Francesco Milza) e Legacoop (Giovanni Monti), è triennale e prevede un sistema di tariffazione unico in tutta la regione per le 18 strutture residenziali psichiatriche accreditate gestite da cooperative sociali, con nuovi requisiti di accreditamento per un più complessivo processo di qualificazione del sistema da 282 posti letto che nel 2012 ha assistito 341 persone.

E’ il primo accordo regionale per le strutture gestite da enti no profit (un altro accordo regola le strutture private di Aiop) che supera le tariffe locali e disomogenee. I nuovi requisiti di accreditamento definiscono standard più stringenti per l’organizzazione degli operatori, per i tempi di permanenza delle persone assistite, per la verifica del progetto riabilitativo personalizzato, per la continuità assistenziale con il Centro di salute mentale e la condivisione del progetto assistenziale con il paziente e la sua famiglia. Il secondo accordo è stato firmato dall’assessore Lusenti e dalla presidente del Coordinamento Enti ausiliari dell’Emilia- Romagna, Monica Ciavatta, per le prestazioni erogate ai pazienti dei servizi per le dipendenze patologiche delle Ausl. Comprende i requisiti per l’accreditamento delle 65 strutture che gestiscono 1.300 posti residenziali e 188 diurni. Oltre alle dipendenze da sostanze, prosegue il programma residenziale breve ‘Pluto’, rivolto a persone con disturbo da gioco d’azzardo patologico, realizzato dall’Ausl di Reggio Emilia con la sede locale dell’associazione Papa Giovanni XXIII. index.2jpg

L’accordo è per il triennio 2014-2016 e proroga fino al 31 dicembre 2014 le tariffe attuali con impegno a rivederle per il 2015. Introduce la possibilità di destinare parte della spesa per le rette a programmi di assistenza individualizzati (come sostenere a domicilio la persona con dipendenza o in coabitazione con altri pazienti) e per giovani che hanno difficoltà ad accettare un programma residenziale tradizionale anche di lunga durata. I requisiti vanno dalla definizione del progetto terapeutico, alla trasmissione della documentazione clinica, ai criteri di appropriatezza degli inserimenti in struttura, fino agli esiti dei trattamenti

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